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Il Rapporto tra criptovalute ed enti normativi è importante per il futuro

Per il futuro delle valute digitali e della DeFI è molto importante il rapporto tra le criptovalute ed enti normativi, al fine di far crescere il settore.

Rapporto tra imprese delle criptovalute e istituzioni ed enti normativi è essenziale per il futuro delle valute digitali. Il 2020 è stato un anno molto proficuo per i mercati dedicati agli asset digitali e come dimostrano gli afflussi crescenti anche in campo istituzionale e un’aria di cambiamento in campo normativo. Un esempio di questa tendenza è la lettera scritta dalla SEC statunitense, secondo cui, gli exchange di criptovalute sono liberi di quotare asset digitali come security. 

Sono oltre 50 milioni le persone in tutto il mondo che investono e fanno trading nel settore delle criptovalute con dei volumi significativi e cifre che di recente hanno spinto la Goldman Sachs a nominare un Global Head of Digital Assets, come fatto anche dalla JP Morgan nel mese di febbraio. La scelta di Goldman rappresenta un’inversione di marcia, se si considerano i commenti descritti nel rapporto di maggio, in cui uno degli analisti mise in dubbio la legittimità del Bitcoin in qualità di asset.

Il mercati digitali comunque stanno cambiando, e da bene di natura speculativa, spinta esclusivamente da trader individuali, ad un’attività di “buy and hold” a lungo termine. Nell’ultimo periodo anche diverse aziende che operano nel campo finanziario e delle transazioni economiche come PayPal, Visa e Mastercard, si sono avvicinati sempre di più ai mercati digitali. Visa all’interno del suo blog ha affermato che le valute digitali hanno la potenzialità d’estendere il valore dei pagamenti digitali a più paesi e persone. 

Sono sempre più i governi e gli organizzatori che in tutto il mondo abbracciano gli asset digitali nel settore del trading, gli investimenti e anche i pagamenti di tipo non intermedio. A riprova dello slancio, quest’anno il World Economic Forum ha istituito anche un consorzio con l’obbiettivo di poter disciplinare al meglio le valute digitali, incluse le stablecoin che sono emesse dai governi e che quindi si trovano sempre più vicine alle Banche Centrali.

Le imprese delle criptovalute stanno aspettando da anni un framework che sia armonioso e che porti a normative federali e statali inclusive. In ogni caso, gli ultimi sviluppi rendono i mercati molto più appetibili e i partecipanti più interessati a entrare nel settore.

Un report che ha raccolto anche le parole di Ria Bhutoria, capo della ricerca di Fidelity Digital Assets ha affermato: la lettera interpretativa che è stata rilasciata dall’OCC a luglio del 2020 rappresentano un passo avanti molto importante nell’aumentare la tranquillità anche delle istituzioni tradizionali sugli asset digitali. Nella misura in cui le istituzioni sono disciplinare dall’OCC forniscono dei servizi di custodia per gli asset digitali, e un maggior numero degli investitori e degli utenti potrebbe trovarsi a suo agio nello scambiare, interagire e conservare gli asset digitali mediante gli intermediari che rispettano i rigidi standard normativi di una agenzia federale che è incaricata all’amministrazione del sistema bancario degli USA. 

Detto questo, solo il progresso nel campo normativo e infrastrutturale permetterà di supportare i mercati e gli asset digitali. 

Silvia Faenza

Laureata in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali all'Università del Salento, nel 2014. Dal 2015 si occupa della gestione dei contenuti per aziende e agenzie editoriali online, principalmente in qualità di ghostwriter, copywriter e web editor.

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