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In attesa di Libra, Menlo Park lancia Facebook Pay

Mentre non si attenua il clamore intorno alla vicenda di Libra, il cui annunciato varo è ancora oggetto di forte contrasto da parte del mondo politico, Facebook sembra intenzionata a non restare ferma. L’azienda di Mark Zuckerberg, infatti, ha annunciato l’arrivo di un nuovo sistema di pagamento basato sul denaro tradizionale: Facebook Pay. Un sistema che è stato progettato non soltanto per agevolare i pagamenti sul più famoso social media, ma anche su Messenger, Instagram e WhatsApp.

Le dichiarazioni di Deborah Liu

Il primo commento dall’interno dell’azienda è arrivato ad opera di Deborah Liu, Vice President, Marketplace & Commerce di Facebook, la quale ha ricordato come la nuova creazione dell’azienda si incarichi di rendere più semplici i pagamenti che già hanno luogo giorno dopo giorno all’interno delle varie applicazioni al fine di fare acquisti, procedere all’invio reciproco di denaro e donare a favore di cause benefiche. Proprio per assicurare il massimo di sicurezza e proteggere i dati relativi alle persone che li effettuano è stato deciso il lancio di Facebook Pay.

Il lancio è previsto in settimana

Il lancio di Facebook Pay avverrà nel corso di questa settimana su Messenger e Facebook, ma sarà all’inizio circoscritto ai soli Stati Uniti. Grazie alla nuova funzione gli utenti potranno partecipare alle raccolte di fondi, acquistare ticket per svariati eventi, acquistare su Facebook Marketplace e condurre a termine i pagamenti tra privati su Messenger. In tal modo sarà perseguito quello che è l’obiettivo di fondo dell’iniziativa, ovvero la promozione di un ambiente sempre più favorevole alle esigenza delle imprese, offrendo al contempo ai privati di ogni parte del mondo la possibilità di procedere ad acquisti e vendite di oggetti sul web.

Il nuovo sistema di pagamento non avrà nulla a che vedere con Libra

Dall’interno dell’azienda hanno anche fatto sapere che Facebook Pay sarà basato su infrastrutture finanziarie e partnership preesistenti, evitando in tal modo che si rendano necessari altri controlli da parte dei regolatori. Inoltre il nuovo sistema di pagamenti non sarà utilizzato dal Network di Libra.
Una rassicurazione che sembra fatta apposta per non rinfocolare lo scontro sempre più acceso tra l’azienda e la politica, che nel corso dei mesi estivi, quelli che hanno fatto seguito alla pubblicazione del White Paper di Libra, hanno raggiunto livelli inusitati.
Basti ricordare in tal senso l’opposizione sempre più decisa da parte della Camera dei Rappresentanti, con Maxine Waters, Presidente della Commissione dei servizi finanziari, giunta addirittura a chiedere a Menlo Park di rinunciare al lancio della divisa digitale, almeno sino a quando non saranno stati chiariti una serie di aspetti che preoccupano non poco le istituzioni di mezzo mondo.
Una opposizione sempre più decisa e tale da spingere infine molte delle aziende che avevano mostrato il loro interesse per Libra a sganciarsi dal progetto, reputando con tutta evidenza inopportuno lo scontro con la politica. Un disimpegno che però, paradossalmente, rischia di rendere ancora più pericoloso il progetto, aumentando ulteriormente il ruolo di Facebook, proprio quello che in tanti vorrebbero evitare alla luce della condotta discutibile dell’azienda soprattutto nella vicenda Cambridge Analytica.

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Dario Marchetti

Sono laureato in Lettere e Filosofia alla Sapienza di Roma, con una tesi sul confine orientale d'Italia alla fine della Prima Guerra Mondiale. Ho collaborato con svariati siti su molte tematiche e guidato il gruppo di lavoro che ha pubblicato il CD-Rom ufficiale della S.S. Lazio "Storia di un amore" e "Storia fotografica della Magica Roma".

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