Aprile 4, 2020
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In aumento il numero di possessori di almeno un Bitcoin

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Il crollo fatto registrare da BTC negli ultimi giorni sta naturalmente spingendo molti osservatori a porsi una serie di domande su cosa stia effettivamente accadendo. La regina delle criptovalute, infatti, sembrava navigare in maniera vigorosa verso una ulteriore fase di crescita che, a detta di molti, avrebbe dovuto trarre grande giovamento dall’emergenza coronavirus in atto per consolidare le proprie posizioni.
Non è stato invece così e la tempesta finanziaria scatenata dal Covid 19 ha travolto anche le monete virtuali. Mettendo in forte dubbio il tentativo di accreditare il Bitcoin come oro digitale e bene rifugio.
Va però sottolineato come anche in un periodo così particolare, per la creazione attribuita a Satoshi Nakamoto siano da registrare alcune notizie tali da aprire alla speranza la comunità che supporta BTC.

Aumenta il numero di wallet contenenti almeno un Bitcoin

La prima notizia in controtendenza è quella relativa ai wallet contenenti almeno un BTC. Il cui numero sarebbe in aumento, stando a quanto riferito dalla società di analisi Glassnode. Lo dimostra il dato fatto registrare l’11 marzo, giorno in cui sulla blockchain di Bitcoin erano presenti 795.630 indirizzi contenenti almeno un token. Un numero superiore al precedente primato di 795.300 wallet e in base al quale il dato sarebbe in aumento di 60mila unità rispetto a quello fatto registrare a marzo del 2019.
Va poi registrato come, sempre secondo i dati di Glassnode, i possessori di almeno un Bitcoin sarebbero almeno raddoppiati nel corso degli ultimi cinque anni. Nuovo massimo storico anche per i wallet contenenti più di zero BTC, inerpicatosi a quota 29 milioni. A conferma della crescita del numero dei piccoli investitori.

Un dato favorito anche dal crollo del token?

Paradossalmente, a favorire la crescita di questo particolare segmento di investitori è stata proprio la flessione fatta registrare dal Bitcoin nel corso della crisi innescata dal diffondersi globale del coronavirus. Con il prezzo ormai stabilmente sotto i 4mila dollari, è ora più facile detenere un intero token rispetto ad esempio ai mesi estivi, quando la quotazione viaggiava su livelli doppi rispetto agli attuali.
Alla fine, insomma, in un mare di cattive notizie si può sempre trovare qualcosa in grado di far vedere perlomeno il bicchiere mezzo pieno. Un bicchiere cui potrebbero decidere di approvvigionarsi gli investitori alla ricerca di occasioni per realizzare consistenti guadagni.

I miner continuano a credere in BTC

Va comunque sottolineato come, nonostante il crollo in atto, anche la comunità dei minatori continui a dimostrare la sua fede in un futuro migliore per il Bitcoin. L’hashrate, infatti, sembra essersi mantenuto in queste ore sui livelli consueti, senza far registrare una caduta che sarebbe comunque potuta sembrare comprensibile alla luce di quanto sta avvenendo sui mercati finanziari.
Del resto con l’approssimarsi dell’halving si vengono a porre le basi per una nuova escalation del prezzo di BTC, come del resto è accaduto nelle precedenti occasioni. Resta solo da vedere se nel frattempo i mercati finanziari si saranno dati una regolata o se, invece, proseguiranno in un trend che secondo molti analisti ha poca ragione di sussistere. Anche perché anche la politica, nel frattempo, sembra aver smarrito la propria capacità di mettere in campo risposte effettivamente in grado di rasserenare gli animi.

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