Luglio 15, 2020
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In Australia i Bitcoin si possono acquistare negli uffici postali

I cittadini australiani possono ora acquistare Bitcoin negli uffici di Australia Post disseminati lungo il territorio nazionale, oltre 3500. A renderlo possibile è un accordo che è stato appena concluso tra l’exchange di criptovalute locale Bitcoin.com.au e il network di pagamento Blueshyft. Un accordo il quale sembra disegnato con il logico intento di avvicinare alle criptovalute anche quei cittadini che continuano a nutrire qualche timore di fronte alle nuove tecnologie.

La ratio dell’accordo

A spiegare la logica dell’accordo è stato Holger Arians, CEO della compagnia, secondo il quale il potersi rivolgere ad un ufficio postale per contrattare BTC può rassicurare le tante persone che nutrono timori nell’espletamento di operazioni come quelle relative al trasferimento di fondi online.
Già in precedenza  I clienti di Bitcoin.com.au avevano potuto garantirsi la possibilità di acquistare token in oltre 1.500 punti vendita posizionati in Australia, per effetto di una partnership anche in quel caso fra l’exchange e il network di pagamento.
In tal modo il Bitcoin può diventare sempre più popolare anche presso le tante persone che utilizzano le tecnologie di ultima generazione in maniera intuitiva e che possono rasserenarsi nel poterlo fare con controparti sicure come appunto Australia Post.

 Il Bitcoin allarga sempre più la sua presa sull’economia reale

L’accordo che prevede l’acquisto di BTC negli uffici postali australiani è l’ennesimo tassello di una strategia in atto ormai da tempo, che prevede lo sbarco degli asset digitali nella vita di ogni giorno, ovvero nelle strutture commerciali fisiche.
Il Bitcoin è ad esempio stato adottato all’interno della grande distribuzione francese e in molte tabaccherie transalpine, ove è appunto possibile acquistare il corrispondente di 50, 100 e 250 euro. In questo caso il cliente dopo aver effettuato il pagamento riceve un biglietto contenente una password alfanumerica e un codice QR, i quali potranno essere utilizzati sul portale in rete del wallet digitale Keplerk al fine di ottenere le criptovalute corrispondenti alla cifra versata.

Il Bitcoin come strumento contro l’inflazione

Se in Francia e in Australia l’acquisto di Bitcoin avviene in esercizi commerciali e uffici postali, in Sudamerica sono invece gli ATM a consentire ai cittadini di convertire la valuta fiat in digitale. Una modalità che si va rafforzando giorno dopo giorno particolarmente nei Paesi ove sono troppo elevati i livelli inflattivi. In particolare in Argentina e in Venezuela, ove una massa crescente di lavoratori e pensionati si precipita agli sportelli automatici i quali permettono la conversione in Bitcoin o altre valute digitali di pesos e bolivar ricevuti mese dopo mese.
E’ del tutto evidente che pur consapevoli della elevata volatilità di Bitcoin e Altcoin, queste persone ritengono sia meglio correre qualche rischio aggiuntivo pur di non vedere il proprio potere d’acquisto letteralmente falcidiato in pochi giorni da una inflazione che continua a galoppare a ritmi sostenutissimi.
Un trend che sembra favorire quella adozione di massa delle criptovalute la quale potrebbe peraltro essere agevolata anche dal persistere di condizioni sanitarie tali da invogliare molte persone a rivolgersi all’economia digitale. Nonostante la contrarietà ancora molto forte che sembra animare molti governi, attardati in un pregiudizio il quale non sembra reggere di fronte ad una evoluzione sempre più visibile.

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