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In Venezuela arriva il bonus natalizio in Petro

Il Venezuela continua a puntare con molta forza sulle criptovalute, viste come lo strumento che potrebbe aiutare il Paese sudamericano a superare, almeno in parte, le difficoltà create all’economia nazionale dall’embargo statunitense. Se il governo di Caracas ha ormai da tempo varato il Petro, la criptovaluta nazionale garantita dalle riserve di petrolio e di minerali di cui gode il Paese, anche i cittadini hanno deciso a loro volta di utilizzare gli asset digitali per meglio fronteggiare l’eccessiva svalutazione di cui è oggetto il Bolivar. Molti di loro, infatti, non appena percepiscono lo stipendio non esitano a convertirlo in Bitcoin, la cui volatilità sia pure molto elevata permette comunque di garantire meglio il proprio potere d’acquisto.

Il bonus natalizio di Maduro

In linea con le politiche attuate nel corso degli ultimi tempi, le quali hanno permesso alle criptovalute di avere una importanza sempre più rilevante, il presidente venezuelano, Nicholas Maduro, ha deciso per Natale di elargire un bonus ai suoi concittadini. La prossima settimana, infatti si verificherà un airdrop di mezzo Petro a vantaggio di tutti i civili venezuelani, compresi i pensionati, i lavoratori del settore pubblico e i militari che si sono registrati nel corso di questi mesi alla piattaforma denominata PetroApp.
Per capire meglio l’importanza della decisione occorre sottolineare come in pratica si tratti del corrispondente di una trentina di dollari statunitensi e che il salario minimo in vigore nel Paese si posiziona sotto i 10 dollari. Una cifra quindi che può rivelarsi preziosa per economie domestiche messe in affanno dall’embargo cui è sottoposto il Paese da tempo.

Cos’è PetroApp

PetroApp è una piattaforma digitale ideata proprio per gestire il Petro e altre monete digitali. Si tratta cioè di un portale web, dunque, dove oltre ad acquistare o vendere Petro, è anche possibile scambiarlo con altre criptovalute come Bitcoin, Dash e Litecoin, da esso supportati.
La mossa di Maduro risponde anche all’esigenza di rendere sempre più forte la penetrazione del Petro nell’economia nazionale, in quanto con ogni probabilità saranno molti i cittadini venezuelani che approfitteranno dell’occasione per iscriversi alla piattaforma. Una risposta dovuta anche alla constatazione che sono pochi gli exchange i quali hanno accettato di includere il Petro nei propri listini.

La necessità di aiutare Petro a crescere

Come si può agevolmente capire dalla decisione di Maduro, il Petro, nonostante siano passati ormai due anni dalla sua adozione, non sta andando bene. Lo dimostra anche il fatto che sino a questo momento sarebbero soltanto 400 le aziende che lo accettano all’interno delle proprie transazioni. Un dato che ha costretto il presidente ad intervenire per ordinare alle altre di fare altrettanto, a partire dal Banco del Venezuela, la più grande istituzione bancaria del Paese.
Il governo di Caracas ha poi deciso di stanziare 924 milioni di bolivar, equivalenti a circa 92,5 milioni di dollari, a favore della Digital Bank of Youth and Students. Uno stanziamento che ha come scopo la diffusione di wallet Petro a favore dei giovani venezuelani. Una decisione che è stata salutata con notevole entusiasmo da Josè Angel Alvarez, presidente della National Cryptocurrency Association, il quale ha affermato che una decisione del genere rappresenta un passo fondamentale nella crescita di una economia ibrida, in cui le divise virtuali abbiano uno spazio rilevante.

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Dario Marchetti

Sono laureato in Lettere e Filosofia alla Sapienza di Roma, con una tesi sul confine orientale d'Italia alla fine della Prima Guerra Mondiale. Ho collaborato con svariati siti su molte tematiche e guidato il gruppo di lavoro che ha pubblicato il CD-Rom ufficiale della S.S. Lazio "Storia di un amore" e "Storia fotografica della Magica Roma".
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