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In Venezuela Burger King apre ai pagamenti in criptovalute

Burger King - In Venezuela Burger King apre ai pagamenti in criptovalute

Il Venezuela sembra sempre più avviarsi verso l’economia digitale. Se il governo di Caracas continua a spingere con l’evidente intento di diffondere la criptovaluta di Stato, il Petro, anche i privati sembrano essere entrati nell’ottica di utilizzare BTC e altre monete virtuali nell’ambito dei pagamenti elettronici.
Una tendenza del tutto logica alla luce del fatto che sono sempre di più i cittadini venezuelani che decidono di convertire l’ipersvalutato bolivar in asset digitali che nonostante la loro volatilità, sembrano comunque in grado di garantire meglio il potere d’acquisto di salari e pensioni.

La decisione di Burger King

I Burger King del Venezuela accetteranno i pagamenti in Bitcoin e altre valute digitali. A rendere possibile tutto ciò sarà la partnership intrapresa con Cryptobuyer, che è del resto già operativa. Come svelato da un recente messaggio su Twitter, una filiale di Burger King posizionata nell’area Sambil di Caracas ha infatti già iniziato ad accettare Bitcoin, Ether (ETH), Litecoin (LTC), Binance Coin (BNB), Dash (DASH) e la stablecoin Tether (USDT). A questo locale si uniranno presto altre 40 filiali della nota catena statunitense lungo il territorio nazionale.

Chi è Criptobuyer

Cryptobuyer è una start-up con sede a Panama che già da tempo è in grado di offrire servizi basati su criptovalute rivolti al settore business e ai commercianti. L’azienda gestisce inoltre una catena di sportelli automatici che rendono possibile l’acquisto di Bitcoin.
Proprio dall’interno di Criptobuyer è stata salutata con entusiasmo la collaborazione instaurata con Burger King, che del resto non è nuova ad aperture di questo genere al settore delle monete virtuali. Va peraltro sottolineato come le iniziative analoghe che sono state abbracciate in Russia e in Europa, per periodi limitati di tempo, non abbiano sortito gli effetti sperati. Il Venezuela, però, proprio per la sua particolare condizione, potrebbe rivelarsi un terreno molto fertile in tal senso. Sono infatti sempre di più coloro che decidono di convertire il proprio stipendio in criptovalute, evitando in tal modo le forche caudine rappresentate dai livelli inflattivi troppo alti del bolivar.

Un Paese sempre più accogliente per le criptovalute

L’iniziativa di Burger King, in effetti, va ad inserirsi in un quadro molto favorevole per le monete digitali. Le sanzioni portate avanti dagli Stati Uniti stanno infatti causando notevoli difficoltà all’economia venezuelana, tanto da spingere il Presidente Nicholas Maduro a cercare strade alternative.
Tra di esse è stata appunto individuata quella rappresentata dagli asset digitali. Il governo ha così varato il Petro, la criptovaluta di Stato garantita dalle ingenti risorse petrolifere e minerarie di cui gode Caracas. Un esperimento che sta andando avanti in maniera difficoltosa, ma che negli ultimi mesi ha visto una notevole accelerazione. Basti pensare alla decisione di donare un wallet agli studenti o di pagare mezzo Petro ad una vasta platea nel corso delle ultime festività natalizie, per capire come Maduro sia assolutamente intenzionato a promuovere una economia sempre più aperta all’innovazione. Proprio per questo motivo l’iniziativa di Burger King potrebbe essere coronata da successo e spingere altri attori economici e commerciali a seguirne l’esempio, con una ulteriore crescita delle criptovalute nel Paese.

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Dario Marchetti

Sono laureato in Lettere e Filosofia alla Sapienza di Roma, con una tesi sul confine orientale d'Italia alla fine della Prima Guerra Mondiale. Ho collaborato con svariati siti su molte tematiche e guidato il gruppo di lavoro che ha pubblicato il CD-Rom ufficiale della S.S. Lazio "Storia di un amore" e "Storia fotografica della Magica Roma".

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