Luglio 15, 2020
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Interessante studio di FCA sull’utilizzo di crypto nel Regno Unito

criptovalute - Interessante studio di FCA sull’utilizzo di crypto nel Regno Unito

Ammonterebbe a circa 2,6 milioni il numero di persone che nel Regno Unito hanno provveduto ad acquistare almeno una volta criptovalute. Ad attestarlo è stata una ricerca appena pubblicata dalla Financial Conduct Authority (FCA), l’ente di regolamentazione dei mercati finanziari della Gran Bretagna, condotta da Rebecca English, Gergana Tomova e Joseph Levene.

Cosa afferma lo studio della FCA

Lo studio della FCA si intitola “Cryptoasset consumer research 2020” ed è stato pubblicato sul sito ufficiale della Financial Conduct Authority britannica.
Si tratta in pratica di una seconda edizione, stavolta molto più ampia rispetto a quella che era stata resa nota nel corso del 2019 e il suo scopo era soprattutto quello di ottenere informazioni sulle dimensioni del mercato criptovalutario e cercare di precisarne le conseguenze.
Il risultato finale ha attestato l’esistenza all’interno del Regno Unito di circa 2,6 milioni di cittadini i quali almeno una volta nella loro vita hanno acquistato almeno un token. Di questi, poco meno di due milioni ne sono ancora oggi in possesso. In termini percentuali si tratta del 3,86% della popolazione adulta del paese, un aumento considerato statisticamente significativo ove confrontato con il 3% che era stato rilevato lo scorso anno.
Tre quarti del campione intervistato ha poi affermato di essere in possesso di un valore in divise virtuali pari ad almeno mille sterline, mentre l’83% ha dichiarato di averle acquisite tramite exchange esteri.

Aumenta la conoscenza del fenomeno

Altro motivo di interesse dello studio è quello derivante dal fatto che il 73% del campione intervistato ha affermato di essere a conoscenza dell’esistenza di valuta virtuale. Un notevole passo in avanti, se si considera che nel 2019 il dato si era fermato al 42%.
Una conoscenza che cresce in parallelo con la consapevolezza dei rischi connessi al commercio di criptovalute.  Secondo FCA la comprensione dei potenziali rischi sarebbe mediamente elevata tra i possessori di criptovalute, anche se ancora l’11% del campione intervistato ritiene che gli asset digitali siano oggetto di misure di protezione dei consumatori che invece non esistono nella realtà.

I britannici scelgono le criptovalute come investimento

Altro spunto di riflessione il quale traspare dallo studio condotto dalla FCA è poi quello relativo al fatto che i cittadini britannici vedano nelle monete virtuali non un metodo alternativo di pagamento, bensì una possibilità di investire in asset che promettono una forte remunerazione, pur se in presenza di qualche rischio aggiuntivo.
Un orientamento il quale potrebbe quindi proseguire e rafforzarsi nei prossimi mesi, soprattutto nel caso in cui il Covid-19 continuasse a provocare danni all’economia spingendo gli investitori verso asset alternativi.
Al proposito proprio in queste ore sta girando un vaticinio che dovrebbe essere tenuto nel debito conto. Si tratta di quello formulato da Nouriel Roubini, noto economista secondo il quale la crisi economica in atto a causa della pandemia potrebbe proseguire con i suoi effetti nefasti almeno per il prossimo decennio. Ove questa previsione si rivelasse fondata, per le criptovalute potrebbe aprirsi una nuova fase nella quale potrebbero ritagliarsi un ruolo sempre più centrale nelle scelte degli investitori.