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John McAfee arrestato per evasione fiscale

Ora è in attesa di essere estradato negli Stati Uniti

John McAfee è stato arrestato per evasione fiscale mentre si trovava in Spagna. L’imprenditore e fondatore dell’omonima casa di cyber-security è ora in attesa di sapere se sarà estradato negli Stati Uniti ove dovrà rispondere delle accuse che gli sono state mosse.
Si tratta dell’ennesima vicenda opaca per un personaggio perennemente sotto lente d’ingrandimento dell’opinione pubblica. Della quale, con tutta evidenza, non riesce a fare a meno.

John McAfee - John McAfee arrestato per evasione fiscale

Quali sono le accuse a John McAfee

Quali sono i motivi delle accuse mosse a McAfee? Il casus belli sono gli oltre 23 milioni di dollari di tasse evase nel’ambito di una serie di operazioni da lui intraprese nel settore delle criptovalute.
Considerata l’importanza che negli Stati Uniti è conferita alla lotta contro l’evasione fiscale (basti ricordare quanto accaduto ad Al Capone), per lo stravagante uomo d’affari si preannunciano tempi non facili.
All’evasione fiscale si sono poi aggiunte altre contestazioni, come quella relativa al tentativo di evasione messo in atto per sfuggire alla longa manus della giustizia a stelle e strisce.

Cosa rischia ora John McAfee

In particolare John McAfee dovrà rispondere a cinque contestazioni per evasione fiscale e altrettante per il reato di omissione intenzionale nella presentazione della dichiarazione dei redditi.
Accuse ricordate nel dettaglio da un documento pubblicato dalla Security and Exchange Commission (SEC). Per capire la gravità delle quali, occorre ricordare come ogni singola contestazione di evasione fiscale possa comportare sino ad un massimo di cinque anni di detenzione. Cui si potrebbe aggiungere un anno per ogni accusa di omissione.
Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha comunque inteso puntualizzare che le accuse riguardano solo l’uomo d’affari e non la casa di sicurezza informatica.

Un personaggio molto controverso

John McAfee è ormai abituato, da tempo, a ritrovarsi al centro della discussione. Ogni volta che si muove, si può essere certi che i media saranno costretti ad occuparsi di lui.
Come nelle occasioni in cui ha ventilato l’ipotesi di dedicarsi alla politica, ad esempio proponendo la sua candidatura alla presidenza degli Stati Uniti. Intento mai portato realmente avanti, ma il quale ha comunque contribuito a riportare la sua figura sotto la lente d’ingrandimento dell’opinione pubblica.

Il progetto Ghost

Anche le sue mosse nell’ambito della crittografia difficilmente passano inosservate. Come è accaduto di recente in relazione al progetto di Ghost, il token da lui promosso con l’intento di dare vita ad una criptovaluta in grado di assicurare l’anonimato pressoché totale ai suoi utenti. Andando addirittura oltre a quei profili di privacy coltivati da progetti come Monero, Dash o Zcash, i quali stanno attirando sempre di più l’attenzione delle autorità fiscali.
Progetto ben presto abbandonato in polemica con John Case, l’esperto cui si era affidato per il suo sviluppo. Una defezione la quale ha destato non poca sorpresa negli investitori. Ma che non gli ha impedito di portare avanti l’idea che secondo i detrattori era il vero scopo della sua strategia, ovvero il varo di una compagnia telefonica. Anch’essa incentrata su profili di riservatezza tali da garantire infine l’anonimato. Un progetto abbastanza controverso, proprio alla luce delle polemiche che stanno investendo le privacy coin.

Dario Marchetti

Sono laureato in Lettere e Filosofia alla Sapienza di Roma, con una tesi sul confine orientale d'Italia alla fine della Prima Guerra Mondiale. Ho collaborato con svariati siti su molte tematiche e guidato il gruppo di lavoro che ha pubblicato il CD-Rom ufficiale della S.S. Lazio "Storia di un amore" e "Storia fotografica della Magica Roma".

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