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Just Eat France accetta pagamenti in Bitcoin

E' l'ennesimo grande marchio a farlo, in Francia

Just Eat France ha deciso di offrire una nuova modalità di pagamento per i propri clienti. La sezione transalpina del fornitore di servizi di consegna di cibo, infatti, ha accordato ai suoi utenti la possibilità di pagare in Bitcoin. Grazie ad un accordo con BitPay, quindi, chi ordina cibo presso uno dei 15mila ristoranti disseminati lungo il territorio francese che vantano accordi in tal senso con Just Eat France, potrà scegliere tra il pagamento in contanti oppure in denaro digitale. Nel secondo caso, non saranno addebitate commissioni.

Just Eat - Just Eat France accetta pagamenti in Bitcoin

Just Eat France è la conferma di un trend

La decisione presa da Just Eat France è la conferma di un vero e proprio trend. Dopo l’esplosione della pandemia di Covid, infatti, è aumentata in maniera rilevante la richiesta di cibo recapitato a casa. I timori innescati dalla situazione sanitaria ancora molto problematica, però, hanno spinto non poche persone a cercare metodi di pagamento alternativi e, magari, più sicuri. Individuando proprio nel denaro digitale la soluzione ideale.

Criptovalute, una opzione commerciale sempre più praticata

Just Eat è un attore di grande rilievo nel suo settore. I clienti che utilizzano l’app della piattaforma per ordinare cibo dai ristoranti preferiti sono in continuo aumento. L’aggiunta di Bitcoin alle opzioni di pagamento è vista dagli esperti come un evento importante, sulla strada dell’adozione di massa del denaro virtuale. E’ stato lo scrittore Gregory Raymond, ad osservare come proprio la decisione dell’azienda potrebbe dare un impulso decisivo in tal senso.

Bitcoin e grande distribuzione

Just Eat è solo l’ultimo dei grandi marchi che ha aperto ai pagamenti digitali, in Francia. Nel corso del 2019, infatti, era già stato annunciato un accordo tra EasyWallet e una trentina di marchi di rilievo della grande distribuzione transalpina. Grazie al quale aziende come Decathlon, Sephora, Boulanger, Foot Locker, Maison du Monde, Conforama, Intersport, Cultura e Norauto hanno accordato alla propria clientela la possibilità di pagare in BTC.

La Francia si avvia verso gli asset digitali?

Probabilmente è ancora presto per tirare una conclusione sul processo in atto. Molti osservatori, però, già nel passato avevano espresso il convincimento che il 2020 sarebbe stato un anno importante, se non decisivo, in vista dell’adozione di massa delle criptovalute da parte della società francese. L’accordo relativo a Just Eat France rappresenta in effetti un nuovo tassello, molto importante in tal senso.
Va peraltro sottolineato come la situazione sanitaria all’interno del Paese sia ancora molto complicata. I timori generati dal Covid potrebbero in effetti rivelarsi un fattore di notevole importanza, convincendo molte persone, in particolare la parte più dinamica della popolazione, a rivolgersi agli asset digitali.

L’incertezza normativa

L’unico fattore che potrebbe creare problemi ad un trend sempre più evidente, è la mancanza di un quadro normativo chiaro. Se è infatti ormai accettato l’utilizzo di Bitcoin e Altcoin nella vita di tutti i giorni, restano ancora da chiarire alcuni aspetti, i quali potrebbero favorire la creazione di zone d’ombra.
Anche a Parigi, del resto, si attende di capire quale sarà l’orientamento dell’Unione Europea sulle criptovalute. Dopo l’iniziale diffidenza, infatti, la BCE ha dato segnali di apertura. Ad oggi, comunque, non sembra ancora praticabile la strada di un euro digitale, come richiesto da più parti. Una situazione che, però, potrebbe mutare con l’avvento dello yuan digitale.

Dario Marchetti

Sono laureato in Lettere e Filosofia alla Sapienza di Roma, con una tesi sul confine orientale d'Italia alla fine della Prima Guerra Mondiale. Ho collaborato con svariati siti su molte tematiche e guidato il gruppo di lavoro che ha pubblicato il CD-Rom ufficiale della S.S. Lazio "Storia di un amore" e "Storia fotografica della Magica Roma".

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