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Kucoin recupera 235 milioni di fondi sottratti durante un attacco hack

A darne la notizia è stato Johnny Lyu, su Twitter

L’exchange Kucoin, oggetto di un attacco da parte di hacker nel mese di settembre, con la sottrazione di 280 milioni di dollari in token, ha annunciato di essere rientrato in possesso dell’84% dei fondi in questione, ovvero 235 milioni.
Ad annunciare la lieta novella è stato l’amministratore delegato della piattaforma di scambio, Johnny Lyu. L’attacco a Kucoin è stato uno dei più grandi mai effettuati e le sue dimensioni effettive sono state colte solo con il passare dei giorni. In un primo momento, infatti, si era parlato di 150 milioni di fondi sottratti, mentre alla fine delle necessarie ispezioni la cifra effettiva si era attestata quasi al doppio. Gli hacker, infatti, avevano sottratto non meno di 30 milioni in Bitcoin, 147 milioni tra vari token ERC-20 e ulteriori 87 tra gli altri progetti crittografici. In questa ultima categoria rientrerebbero alcuni protocolli DeFI.

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Il tweet di Johnny Lyu

In un tweet da lui pubblicato, il co-fondatore di Kucoin ha affermato che i fondi interessati sono stati recuperati grazie all’utilizzazione di una serie di modalità come il monitoraggio in catena, l’aggiornamento dei contratti e il recupero giudiziario. Ha inoltre aggiunto che i dettagli del tutto saranno oggetto di un rapporto particolareggiato una volta che le forze dell’ordine avranno chiuso il caso.
Lyu ha poi aggiunto che la piattaforma ha ripreso le operazioni relative a 176 token. Mentre per quelli restanti la data di ripresa delle operazioni di scambio è prevista prima del prossimo 22 novembre. A meno che non sorgano problemi nel frattempo.

Gli hacker stanno ancora cercando di riciclare il bottino

I danni prodotti dall’attacco, avvenuto il passato 25 settembre, erano stati per una parte immediatamente neutralizzati. Bitfinex aveva infatti provveduto a congelare 13 milioni di USDT su EOS, mentre Tether aveva fatto altrettanto per altri 20 milioni nell’indirizzo Ethereum di un attaccante. Altre operazioni analoghe avevano permesso nell’arco di pochi giorni il recupero di circa 160 milioni di fondi, utilizzando svariate procedure. Ad esempio quelle messe in atto da Orion (ORN) e Opacity (OPQ), i quali hanno deciso di fare uno swap dei vecchi token, rendendo in tal modo praticamente inutilizzabili quelli precedenti.
Nonostante ciò, gli hacker erano però riusciti a incassare un valore in token pari a quasi 13 milioni di dollari alla fine del mese. Anche grazie al loro riciclaggio con l’ausilio di protocolli decentralizzati, a partire da Uniswap. Mentre solo poco più di un milione di dollari in fondi erano transitati da quelli centralizzati.
All’inizio di questo mese i cyber-criminali sono tornati ad affacciarsi con l’evidente intento di completare l’opera. Per cercare di farlo, hanno usato stavolta i mixer al fine di spostare i token ERC-20 su un altro indirizzo Ethereum.

Kucoin risarcirà chi ha perso fondi

Nei momenti successivi all’attacco, Kucoin aveva garantito di essere pronto a restituire tutti i fondi sottratti ai suoi utenti. Per farlo avrebbe utilizzato il risarcimento previsto dalla polizza assicurativa elevata proprio per proteggersi da un evento simile.
Il quale, però, continua ad essere una nota ricorrente nella vita delle piattaforme di scambio. Con conseguenze di non poco conto in termini di fiducia degli utenti.
Per quanto riguarda l’attività, Lyu ha affermato che Kucoin dovrebbe tornare alla piena operatività nel corso della prossima settimana. Resta però il danno di immagine causato dall’attacco di settembre, dal quale ora la piattaforma dovrà dimostrare di aver appreso la lezione.

Dario Marchetti

Sono laureato in Lettere e Filosofia alla Sapienza di Roma, con una tesi sul confine orientale d'Italia alla fine della Prima Guerra Mondiale. Ho collaborato con svariati siti su molte tematiche e guidato il gruppo di lavoro che ha pubblicato il CD-Rom ufficiale della S.S. Lazio "Storia di un amore" e "Storia fotografica della Magica Roma".

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