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La Cina continua a promuovere la blockchain

mining Cina - La Cina continua a promuovere la blockchain

Mentre si discute molto sulla fase di test per lo yuan digitale, che sta procedendo in maniera molto spedita, va anche sottolineato come la Cina porti avanti in contemporanea un’altra coordinata reputata fondamentale per il proprio sviluppo in ottica futura.
Si tratta della blockchain, tecnologia che Pechino sembra intenzionata a sfruttare a fondo, ravvisandovi con tutta evidenza potenzialità in grado di apportarle notevoli benefici.

Le notizie che arrivano dalla Cina

Per capire la decisione con cui il gigante orientale stia procedendo sulla strada dell’aggiornamento tecnologico, basta fare riferimento ad una notizia che sta circolando in queste ore. Il governo cinese, infatti, avrebbe concesso il suo permesso per lo sviluppo di 224 progetti in ambito blochchain, destinati quindi ad entrare presto in fase di produzione.
A darne notizia è stata Alice Crypto, su Twitter, ove ha postato uno screenshot dell’approvazione ufficiale. Quasi il 40% delle domande che sono state approvate proveniva dall’area di Pechino, mentre la categoria più ampia era quella “fintech”, in cui erano inclusi ben 53 dei progetti approvati.

Si tratta dei progetti dei grandi marchi

Da sottolineare peraltro come molti di questi progetti siano stati presentati da grandi marchi, tra i quali Baidu, JD, Alibaba, Suning, China Mobile, China Merchants Bank. Nell’ultimo caso menzionato sono stati ben cinque i brevetti presentati per progetti finanziari. Mentre Walmart China ha dal canto suo ottenuto l’approvazione del suo progetto orientato alla tracciabilità dei prodotti alimentari lungo tutta la filiera, in modo ad assicurare il massimo di sicurezza ai consumatori.

Una risposta indiretta al Covid-19

Sono molti gli analisti che hanno ravvisato nel notevole impulso alla blockchain una risposta indiretta al grande spavento provocato dal diffondersi del coronavirus sul suolo cinese. In particolare, lo scopo di tutta questa attenzione sarebbe la formazione di una blockchain sovrana che dovrebbe fare da infrastruttura immateriale per la circolazione dello yuan digitale.
Proprio per non lasciare nulla al caso, lo Stato ha provveduto a dare vita ad un comitato nazionale per lo sviluppo della nuova Internet, associandovi nomi come Tencent e Huawei. Sarà proprio questo organismo a determinare gli standard operativi cui si dovranno attenere tutti gli attori in gioco.

Un attacco al potere imperiale del dollaro?

Va anche sottolineato come non siano pochi gli osservatori pronti a scommettere in un notevole rafforzamento della Cina a livello globale. Un rafforzamento che dovrebbe avvenire erodendo importanti posizioni attualmente detenute dagli Stati Uniti e facendo leva proprio sulla digitalizzazione dell’economia.
Un attacco il quale potrebbe sensibilmente giovarsi del fatto che negli Stati Uniti sono ancora molto forti le posizioni di chi ritiene che basti il dollaro, per continuare ad esercitare una posizione dominante. A partire da Donald Trump, che anche di recente non ha esitato ad affermare che il Paese da lui diretto ha già un caposaldo monetario, il biglietto verde, e non avrebbe quindi bisogno di altro.
Un parere che però non è condiviso da ampi strati del Partito Democratico, i quali hanno lanciato l’idea di un dollaro digitale proprio al fine di rispondere meglio all’emergenza coronavirus. Un progetto che, però, secondo qualcuno, sarebbe in realtà teso a contrastare la crescente influenza della Cina nel settore fintech.

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Dario Marchetti

Sono laureato in Lettere e Filosofia alla Sapienza di Roma, con una tesi sul confine orientale d'Italia alla fine della Prima Guerra Mondiale. Ho collaborato con svariati siti su molte tematiche e guidato il gruppo di lavoro che ha pubblicato il CD-Rom ufficiale della S.S. Lazio "Storia di un amore" e "Storia fotografica della Magica Roma".

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