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La crescita del prezzo di BTC spinge gli investitori a detenere i token?

Si è detto molto spesso che le monete digitali rappresentano il carburante ideale per rendere più agevoli le transazioni che avvengono online. Una caratteristica la quale nel caso di Bitcoin è stata spesso ostacolata da alcuni difetti di carattere tecnico che altre monete virtuali hanno cercato di bypassare, in modo da proporsi al sistema bancario e finanziario come una vera soluzione per questo tipo di problematiche.
Negli ultimi tempi, però, BTC è andato sempre più mutando la propria natura, diventando in effetti uno strumento di speculazione prima e di investimento poi, tanto da essere indicato alla stregua di un possibile bene rifugio. Proprio il primo aspetto, peraltro, sembra che agisca da vero e proprio deterrente al suo utilizzo nei pagamenti. Una cosa del tutto comprensibile nei momenti in cui il suo valore tende a crescere in maniera molto forte.

Il caso dei Sacramento Kings

I Sacramento Kings sono una franchigia della National Basket Association (NBA), la più famosa lega professionistica di basket a livello globale. Non una delle più famose, dovendo in particolare scontrarsi con squadre che possono vantare un maggiore appeal verso i grandi campioni, ma comunque una squadra in grado non solo di riscuotere grande simpatia tra chi non ama tifare per i grandi, ma anche un caloroso supporto da parte dei fans locali.
Proprio loro sono stati tra i primi ad accorgersi della crescente rilevanza delle criptovalute, tanto da iniziare ad accettare nel corso del 2014 i pagamenti in Bitcoin, sia per l’acquisto di biglietti che dei prodotti di merchandising del club.
Una decisione salutata da grande successo, con un numero crescente di persone entusiaste di fronte ad una simile innovazione, tanto da spingere i Kings a disporre anche un ATM Bitcoin nell’arena in cui disputano i propri incontri casalinghi, il Golden 1 Center.
Poi, però, quando il token ha toccato i 1200 dollari le transazioni in questione hanno iniziato a rarefarsi. Segno evidente che in molti hanno pensato che fosse il caso di continuare a custodire i propri BTC senza rischiare di perdere il trend positivo utilizzandoli per i pagamenti.

Un segnale evidente

Quanto accaduto nel caso dei Sacramento Kings sembra essere un segnale abbastanza indicativo del fatto che difficilmente i Bitcoin potranno mai essere realmente lo strumento il quale era stato immaginato in un primo momento, ovvero il carburante ideale per le tante transazioni che hanno luogo di giorno in giorno giorno sul web. Una funzione che può invece essere esercitata da monete digitali più indicate all’uopo, a partire da Ethereum o Ripple.
Mentre continueranno invece ad essere considerate uno strumento ideale per la pura speculazione o gli investimenti, come del resto sta accadendo ormai da tempo, in particolare da quando la regina delle criptovalute ha iniziato a dare vita a rally in grado di far sognare tutti coloro che sono stanchi di vedere i propri soldi ammuffire su un conto corrente. O alla stregua di strumento in grado di resistere meglio alla svalutazione troppo alta che caratterizza valute tradizionali, come avviene nel caso dei tanti argentini e venezuelani che li scambiano coi propri pesos e bolivar.

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Dario Marchetti

Sono laureato in Lettere e Filosofia alla Sapienza di Roma, con una tesi sul confine orientale d'Italia alla fine della Prima Guerra Mondiale. Ho collaborato con svariati siti su molte tematiche e guidato il gruppo di lavoro che ha pubblicato il CD-Rom ufficiale della S.S. Lazio "Storia di un amore" e "Storia fotografica della Magica Roma".

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