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La Fiorentina sposa la blockchain contro la contraffazione delle sue magliette

Frank Ribery - La Fiorentina sposa la blockchain contro la contraffazione delle sue magliette

Come è noto, il mondo del calcio è da sempre alla ricerca di nuovi fondi in grado di alleviare le sofferenze dei suoi bilanci. Proprio per questo motivo sono state molte le squadre che hanno deciso senza indugio di intraprendere percorsi di collaborazione con le criptovalute, a partire da club molto noti come il Manchester City, il Paris Saint Germain, il Benfica, la Juventus e la Roma.
Sempre in Serie A, però, c’è un’altra società che punta ora con forza sulla blockchain, per risolvere un altro problema che affligge ormai da tempo le aziende calcistiche, ovvero la contraffazione del merchandising. Si tratta della Fiorentina, il club passato recentemente all’uomo d’affari Rocco Commisso.

Blockchain contro la contraffazione

Nel corso delle recenti gare disputate con Inter e Roma, la squadra viola ha adottato una maglia molto particolare. A renderla tale è stata la presenza al suo interno di un chip in grado di attestarne senza ombra di dubbio l’autenticità, essendo abbinato ad un codice unico immodificabile. Proprio questo codice, derivante dall’utilizzo di una blockchain, consente in pratica di attribuire un valore sicuro alle maglie immesse sul mercato, garantendo in tal modo a tutti coloro, si tratti di tifosi, appassionati e collezionisti, che vogliono poter avere un oggetto strettamente associato ad una gara sportiva.
A produrre il sistema utilizzato è stata Genuino, azienda operante nella tecnologia dei registri distribuiti con il preciso fine di riuscire a valorizzare la qualità e la autenticità di prodotti di eccellenza, stabilendo la certificazione della proprietà e di tutti gli eventuali trasferimenti di possesso per mezzo di un tracking preciso e affidabile di ogni tratto della filiera produttiva.

Le dichiarazioni di Fiorentina e Genuino

A margine dell’accordo, sono arrivati i commenti della società viola e di Genuino. Per la Fiorentina è stato il General Manager, Antonio Barone, ad affermare che l’utilizzo della blockchain permette alla società gigliata di coinvolgere i tifosi in una nuova esperienza d’acquisto e di dare vita a un ecosistema funzionale contro la contraffazione.
Eleonora Mulas, il CEO di Genuino, ha a sua volta ricordato che la partnership intrapresa ha permesso la costruzione di un prototipo unico in grado di utilizzare ed integrare IoT (Internet of Things), applicazioni decentralizzate, sensori intelligenti, intelligenza artificiale (AI) e smart contracts.

Il problema della contraffazione

Basta camminare in prossimità di uno stadio di calcio italiano il giorno della partita per imbattersi in un notevole numero di bancarelle che propongono magliette, cappellini, sciarpe e altri oggetti tipici del merchandising sportivo. Gadget e oggetti di abbigliamenti che vengono proposti a prezzi molto più bassi di quelli ufficiali. Cui si vanno ad aggiungere le vere e proprie contraffazioni, che inducono spesso in errore i tifosi, spingendoli ad acquistare a prezzi più bassi pensando che si tratti comunque di prodotti veri. Naturalmente non è così e questi prodotti tolgono preziose risorse alle società sportive, costringendole a correre ai ripari.
Proprio la blockchain, che è in grado di tracciare la filiera produttiva, e quindi la reale provenienza del prodotto interessato, potrebbe quindi rivelarsi il giusto antidoto al fenomeno. E’ molto probabile, quindi, che nel prossimo futuro altre società di primo piano seguano l’esempio della Fiorentina.

Dario Marchetti

Sono laureato in Lettere e Filosofia alla Sapienza di Roma, con una tesi sul confine orientale d'Italia alla fine della Prima Guerra Mondiale. Ho collaborato con svariati siti su molte tematiche e guidato il gruppo di lavoro che ha pubblicato il CD-Rom ufficiale della S.S. Lazio "Storia di un amore" e "Storia fotografica della Magica Roma".

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