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La SEC intende portare in giudizio Ripple

A rivelarlo è Fortune, che però non indica date al proposito

Sembra ormai inevitabile lo scoppio delle ostilità tra la SEC (Securities and Exchange Commission) e l’intero gruppo dirigente di Ripple. La prima, infatti, sarebbe ormai arrivata alla risoluzione di citare in giudizio il cofondatore Chris Larsen e il CEO Brad Garlinghouse, per le vendite di XRP. Ad affermarlo è stato Fortune, che però non ha saputo precisare alcuna data in merito. L’unica cosa certa al momento è che si prepara una vera e propria battaglia campale tra politica e industria crittografica.

Ripple - La SEC intende portare in giudizio Ripple

Perché la SEC intende procedere contro Ripple

Perché la SEC intende procedere contro Ripple? L’accusa sarebbe fondata sulla violazione da parte dell’azienda della legge federale sui titoli, condotta tramite le vendita di token. Una accusa la quale però, secondo il consulente esterno Michael Kellogg, di Kellogg, Hansen, Todd, Figel & Frederick, non avrebbe alcun fondamento.
Secondo lui, infatti, importanti rami del governo degli Stati Uniti, tra cui il Dipartimento di Giustizia e Dipartimento del Tesoro, tramite FinCEN (Financial Crimes Enforcement Network), hanno già stabilito che XRP è una valuta. Le transazioni in Ripple non rientrerebbero di conseguenza nel campo di applicazione delle leggi federali sui titoli. Sempre a detta di Michael Kellogg non è la prima volta che la SEC cerca di andare oltre la sua autorità legale. Come già accaduto in passato, però, saranno i tribunali a rintuzzare il suo attacco. Si tratta però, con tutta evidenza, di un semplice parere, al momento.

La risposta di Brad Garlinghouse alla SEC

Se in un primo momento dalla SEC non sono arrivati commenti alle notizie trapelate, è stato invece un portavoce di Ripple a fornire l’interpretazione dell’azienda sulle stesse data da Brad Garlinghouse tramite e-mail. Il CEO, infatti, ha ricordato che XRP è una valuta e non deve essere registrato come contratto di investimento. Sia il Dipartimento di Giustizia che il FinCEN hanno già stabilito che XRP è una valuta virtuale, sin dal 2015, analogamente a quanto fatto da altri regolatori del G20. E, ancora, nessun altro paese ha provveeduto a classificare XRP come titolo.
La stessa SEC ha inoltre permesso a Ripple di essere considerato una valuta nel corso degli anni. Salvo cambiare rotta a pochi giorni dall’insediamento della nuova amministrazione, guidata da Joe Biden. Lasciando in pratica una polpetta avvelenata al nuovo governo. Come si riesce del resto a comprendere dalle successive parole del CEO, le quali sembrano però assolutamente fuori contesto.

Un attacco all’intera industria delle criptovalute

La nota di Ripple ha infatti proseguito affermando che la decisione presa da Jay Clayton deve essere intesa come un vero e proprio attacco contro l’intera industria delle criptovalute e la sua tendenza all’innovazione finanziaria. In pratica verrebbe approvata soltanto l’esistenza di Bitcoin e Ethereum a discapito di tutti gli altri attori e, soprattutto, verrebbe sacrificato il futuro dei sistemi finanziari globali ad un sistema autoritario, quello cinese.
Secondo Garlinghouse, infatti, le reti di BTC ed Ether sarebbero controllate dal Partito Comunista Cinese. In pratica il CEO di Ripple ha deciso di mettere la questione in una chiave squisitamente politica, tanto da affermare di trovarsi dalla parte giusta della storia e di combattere una battaglia libertaria. Una linea di difesa che non si riesce però a capire dove dovrebbe andare a parare. Rischiando peraltro di mettere l’intero settore contro un governo accusato in pratica di essere colluso con la Cina. Non resta quindi che seguire i prossimi eventi, per capire meglio cosa sta accadendo.

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Dario Marchetti

Sono laureato in Lettere e Filosofia alla Sapienza di Roma, con una tesi sul confine orientale d'Italia alla fine della Prima Guerra Mondiale. Ho collaborato con svariati siti su molte tematiche e guidato il gruppo di lavoro che ha pubblicato il CD-Rom ufficiale della S.S. Lazio "Storia di un amore" e "Storia fotografica della Magica Roma".

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