Maggio 25, 2020
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Le commissioni di Bitcoin continuano ad essere elevatissime

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Le commissioni destinate a premiare la convalida di ogni transazione effettuata sulla rete di Bitcoin continuano a viaggiare su livelli elevatissimi. Secondo i dati in possesso di Bitinfocharts, le commissioni di transazione medie di Bitcoin sono salite fino a 6,64 dollari, il recente 20 maggio. Si tratterebbe del costo medio più alto di una transazione in BTC dal luglio del 2018.

Cosa sta accadendo alla rete Bitcoin

Come è facilmente comprensibile, le commissioni aumentano ogni volta che la blockchain di Bitcoin si rivela difficile da utilizzare. In pratica chi è interessato è costretto a pagare un sovrapprezzo per quello che si configura alla stregua di un privilegio, ovvero l’inclusione della transazione nel blocco successivo.
Come sta accadendo appunto  in questo frangente, con il mempool che mostra ben 94 MB di transazioni in sospeso, ovvero in attesa di poter essere convalidate.

Gli utenti possono impostare commissioni diverse

Va anche sottolineato come gli utenti della rete possano a loro volta provare ad impostare il livello della commissione su ordini di grandezza minori. In questo caso, però, la loro proposta potrebbe essere ignorata dai minatori, i quali preferiscono logicamente lavorare per chi offre di più. Soprattutto in un momento come quello successivo all’halving, che ha dimezzato il quantitativo di BTC spettanti per l’attività di calcolo, portandoli a 6,25.

Si prevede che la situazione andrà avanti ancora a lungo

Secondo gli analisti, una situazione di questo genere potrebbe andare avanti ancora a lungo. A causarla potrebbe essere stato il rimescolamento delle carte all’interno della community dei miners,  con un notevole numero di defezioni, anche se si tratta di una tendenza già emersa in passato.
Va comunque ricordato come dal momento dell’halving le commissioni hanno continuato ad aumentare nell’ordine del 144%. Una situazione l quale potrebbe però innescare conseguenze di cui molti non avevano tenuto conto nelle settimane che avevano preceduto il dimezzamento delle ricompense.

Potrebbe essere frenata l’adozione di massa del Bitcoin

Sino a qualche settimana fa erano in molti a prevedere una forte accelerazione nell’adozione di massa del Bitcoin. Un vaticinio che era stato incoraggiato dalle notizie provenienti da Sud America e Africa, ove le monete virtuali sono sempre più utilizzate nella vita di tutti i giorni.
In America Latina sono i livelli di inflazione troppo elevati a favorire la decisione di molte persone di cambiare stipendi e pensioni in moneta virtuale. In tal modo si evita la perdita di potere d’acquisto sempre più accelerata di molte valute fiat, in particolare del peso argentino e del bolivar venezuelano.
In Africa è invece la necessità di ovviare alla mancanza di adeguati strumenti finanziari e alle commissioni troppo alte a favorire il Bitcoin, in particolare in Nigeria e in Sudafrica.
Se, però, la rete dovesse continuare ad essere così intasata, molti potrebbero decidere di optare per altre monete virtuali, come del resto stanno facendo molti miners che non ravvisano più la convenienza di un tempo nell’attività di calcolo. La conseguenza di tutto ciò potrebbe tramutarsi in una esaltazione del BTC come strumento puramente speculativo o, al limite, di riserva di valore. Non più Bitcoin come strumento della vita quotidiana, quindi, bensì puro e semplice oro digitale.

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