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Le privacy coins cedono terreno dopo il delisting di Bittrex

Monero, Zcash e Dash perdono il 10% di media

Mentre l’intero settore delle criptovalute fa registrare rialzi importanti, sotto la spinta incessante di Bitcoin, si fa notare la momentanea eccezione delle cosiddette privacy coins. Ovvero i token i quali si propongono di regalare inusuali livelli di riservatezza, prossimi all’anonimato, ai loro utenti.
Monero, Dash e Zcash, infatti, sono state costrette a lasciare molto sul terreno dopo l’annuncio di Bittrex, relativo al loro delisting dal popolare exchange, il quale avverrà il prossimo 15 gennaio. Dopo la notificazione dell’evento il prezzo di XMR è sceso del 12,4%, ZEC ha registrato una flessione nell’ordine del 9,5% e DASH dell’8,7%, stando ai dati di CoinGecko.

Privacy coin - Le privacy coins cedono terreno dopo il delisting di Bittrex

Bittrex non spiega il motivo della sua decisione

L’annuncio della piattaforma di scambio, peraltro, non è stata seguita da alcuna spiegazione per quanto deciso. Va però segnalato che in precedenza diversi exchange, a partire da Shapeshift negli Stati Uniti, da Bithumb (Corea del Sud), e LiteBit (Paesi Bassi), avevano dato vita ad analogo provvedimento al fine di conformarsi con le normative KYC (Know Your Customer) e AML (Anti Money Laudenring).
Si presume quindi che la decisione di Bittrex sia da ascrivere alla volontà di conformarsi alla legislazione messa in atto dai governi al fine di contrastare il riciclaggio di denaro sporco.

Per le privacy coins è in arrivo la tempesta?

Bittrex è quindi l’ennesima piattaforma la quale decide di aderire alla crociata contro le privacy coins messa in atto da alcuni governi. In particolare da quelli di Stati Uniti e Russia, le cui agenzie si stanno muovendo con grande decisione contro Monero e le sue sorelle. In particolare affidando l’incarico a società specializzate di realizzare strumenti in grado di abbattere i livelli di riservatezza di questi token. Come CipherTrace, azienda la quale ha varato un sistema in grado di tracciare tutti i passaggi che vedono protagonista XMR. Cui si aggiunge la mossa di dare ricompense a chiunque dimostri di poterne demolire la privacy. Come ha fatto l’Internal Revenue Service (IRS) degli Stati Uniti, promettendo una taglia di 625mila dollari in tal senso.

Monero sempre più protagonista del ransomware

La crociata dei governi si spiega proprio con la sempre più rilevante importanza delle privacy coins all’interno dell’economia criminale. Simboleggiata in particolare dal fatto che Monero è la moneta preferita dagli hacker che portano avanti il ransomware. Importanza derivante proprio dal fatto che, con tutta evidenza, assicurano livelli di anonimato preziosi per impedire alle autorità di rintracciarli dopo le loro scorrerie. Una preferenza che, però, viene parzialmente smentita da alcuni rapporti pubblicati negli ultimi mesi.

Il rapporto di Rand Corporation

La tesi relativa alle privacy coins protagoniste delle transazioni illegali, è in particolare stata confutata da uno studio condotto dalla Rand Corporation, avente oggetto proprio il legame tra economia criminale e criptovalute. Dal quale emerge che a dominare nelle transazioni illegali del Dark Web, sono soprattutto Bitcoin e Bitcoin Cash, che insieme assommano il 59% di esse. Mentre un 12% spetta ad Ether, altra moneta virtuale che, pure, non è avversata dalle autorità.
Risultati abbastanza sorprendenti, i quali spingono infine a chiedersi quali siano i motivi di questa evidente disparità agli occhi dell’opinione pubblica e delle autorità monetarie. Un tema che, peraltro, potrebbe diventare ancora più controverso, in considerazione del fatto che anche altre criptovalute si stanno avviando verso una privacy più forte. Resta da capire se confermeranno questo orientamento alla luce delle recenti decisioni degli exchange.

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Dario Marchetti

Sono laureato in Lettere e Filosofia alla Sapienza di Roma, con una tesi sul confine orientale d'Italia alla fine della Prima Guerra Mondiale. Ho collaborato con svariati siti su molte tematiche e guidato il gruppo di lavoro che ha pubblicato il CD-Rom ufficiale della S.S. Lazio "Storia di un amore" e "Storia fotografica della Magica Roma".

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