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Libra Association ora si chiama Diem

Prosegue il lavoro intorno alla criptovaluta di Facebook

Dopo un inizio fragoroso, su Libra, la nuova criptovaluta destinata a fungere da propellente per le transazioni su Facebook è andato via via calando il silenzio. Rotto da frammentarie notizie le quali hanno spinto più di qualche osservatore a chiedersi se il token vedrà mai effettivamente la luce.
Dubbi provocati anche dall’evidente ostilità con cui Libra è stata accolta dal mondo politico, non solo quello a stelle e strisce. Preoccupato con tutta evidenza delle sue implicazioni, considerata la connessione con un social media il quale negli anni passati ha dato vita a episodi al minimo indiscutibili. A partire dallo scandalo Cambridge Analytica.

Libra - Libra Association ora si chiama Diem

Libra Association ora si chiama Diem

Libra Association, l’ente che presiede allo sviluppo della moneta virtuale di Facebook, ha mutato il proprio nome in Diem. Un mutamento il qualeè stato spiegato con la volontà di indicare una nuova fase del progetto, tesa a perseguire con ancora maggior forza la missione di costruire un sistema di pagamento in grado non solo di risultare sicuro e protetto, ma anche conforme al disegno di dare potere alle persone e alle imprese in ogni parte del mondo.
Una nuova fase in vista della quale Diem ha deciso di assoldare alcune personalità in grado di apportare un rilevante contributo al progetto.

Diem: chi sono i nuovi arrivati

Tra i nuovi arrivati nell’organico di Diem, spiccano i nomi di Dahlia Malkhi in qualità di chief technology officer, Christy Clark, assunta per svolgere le mansioni di capo del personale, Steve Bunnell come chief legal officer e Kiran Raj, nominato vicepresidente esecutivo per la crescita e l’innovazione e vice consulente generale.
A commentare il loro arrivo è stato Stuart Levey, CEO della Diem Association. Il quale non ha esitato nel definire stellare il livello dei neo assunti. I quali vanno ad aggiungersi a James Emmett, ex amministratore delegato della banca d’investimento HSBC Europe, e a Sterling Daines, ex amministratore delegato e responsabile globale dell’attività di contrasto ai reati finanziari presso Credit Suisse.

Avanza il progetto della stablecoin

Il tutto avviene mentre continua ad andare avanti il progetto che dovrebbe sfociare in un esordio limitato all’inizio del prossimo anno. Il quale avverrà sotto forma di una stablecoin ancorata al dollaro e non più ad un paniere di monete. Tanto da aver spinto alcuni osservatori ad affermare che sarà una copia di Tether.
Una concorrenza che, però, non sembra destare eccessive preoccupazioni nel management della prima stablecoin, coniata nel 2014. Almeno a detta di Paolo Ardoino, l’uomo cui è stato affidato il compito di curare tecnicamente lo sviluppo di Tether. Il quale non ha mancato, nel corso di una intervista, di mettere in rilievo come proprio il legame con Facebook possa rappresentare per Libra una sorta di freno a mano.

Le affermazioni di Paolo Ardoino

Se il gruppo di sviluppo del progetto concorrente dovesse forzare la mano e utilizzare tutta la potenza di fuoco del social media, potrebbe infatti destare le ire del potere politico. Questo, in sintesi, quanto ricordato da Ardoino. Il quale ha poi aggiunto che anche dal punto di vista squisitamente tecnico Tether gode di un notevole vantaggio. Quello di supportare numerose catene e progetti a differenza di Libra, la quale potrà girare su una sola blockchain indipendente. Aggiungendo che, comunque, il progetto di Mark Zuckerberg potrebbe fare bene al settore, portando un briciolo di sana competizione che potrebbe andare a vantaggio degli utenti.

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Dario Marchetti

Sono laureato in Lettere e Filosofia alla Sapienza di Roma, con una tesi sul confine orientale d'Italia alla fine della Prima Guerra Mondiale. Ho collaborato con svariati siti su molte tematiche e guidato il gruppo di lavoro che ha pubblicato il CD-Rom ufficiale della S.S. Lazio "Storia di un amore" e "Storia fotografica della Magica Roma".

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