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Link, la Libra giapponese è già in circolazione

Line - Link, la Libra giapponese è già in circolazione
A smart phone is shown with messaging app Line in Seoul, South Korea, Wednesday, July 16, 2014. Naver Corp. said its subsidiary Line Corp. that operates a popular mobile messaging app is considering listing its shares in Tokyo or New York. Naver, South Korea’s largest Internet company, said Wednesday that Line could sell shares in an initial public offering in both Japan and the U.S. (AP Photo/Lee Jin-man)

Si è molto parlato nel corso degli ultimi mesi di Libra, la criptovaluta che dovrebbe fare da carburante per le transazioni di Facebook. Una discussione derivante soprattutto dall’aperto fastidio con cui le istituzioni, politiche e monetarie, occidentali hanno guardato sin dal primo momento al suo possibile avvento. Atteggiamento che peraltro non è mutato, nel frattempo.
Se il mondo occidentale si è impantanato in una discussione dovuta in particolare alla mancanza di regole chiare su un settore ormai molto importante, come quello degli asset digitali, in Giappone si sono fatte meno chiacchiere, puntando al sodo. Il risultato di questa diversità si è concretizzata nell’avvento di Link, la criptovaluta destinata ad alimentare le transazioni che avvengono su Line, colosso della messaggistica locale la cui influenza nel Paese orientale corrisponde in pratica a quella esercitata da Facebook nel mondo occidentale.

Cos’è accaduto

In pratica, Link viene scambiata su BitMax, exchange di proprietà di LVC Corporation (l’azienda che controlla Line) ormai dall’ottobre del 2018. Ha potuto farlo all’estero, in quanto i regolamenti giapponesi sono estremamente chiari al proposito e imponevano una serie di passaggi alla criptovaluta prima di poter ottenere il permesso di essere negoziata su Line anche nel Paese.
Il tutto avverrà a partire dal prossimo mese di aprile, come ricordato da un comunicato emesso proprio da LVC nei giorni passati. In tal modo gli utenti di Line avranno la possibilità di accedere a una vasta gamma di servizi e applicazioni decentralizzate. In pratica la stessa cosa che voleva fare Facebook con Libra. Il social media di Mark Zuckerberg, però, è ormai praticamente impantanato in una serie di polemiche e opposizioni che sembrano allontanarne di giorno in giorno la data dell’esordio, se mai avrà luogo.
Una sorte che peraltro è paradossalmente migliore di quella toccata a Gram, la divisa digitale di Telegram, bloccata proprio pochi metri prima del lancio sul mercato dalla Sec. Il tutto grazie alla pratica assenza di regole certe sulle criptovalute, di modo che chi decida di partire per imprese di questo genere non ha in pratica alcuna certezza di carattere giuridico. Un problema che potrebbe frenare non poco la diffusione degli asset digitali in tutto il mondo occidentale.

Il Giappone è avanti

La lezione che si può trarre da queste vicende è abbastanza scontata: il Giappone è parecchi passi avanti per quanto concerne l’economia digitale. Così come la Cina, ove ormai da tempo è partita la sperimentazione per una CBDC (Central Bank Digital Currency), ovvero una criptovaluta sotto controllo statale.
In pratica l’Oriente continua a muovere grandi passi verso l’’innovazione tecnologica anche in campo monetario e finanziario, mentre l’Occidente sembra bloccato da discussioni di carattere ideologico, caratterizzate dalla paura. Ad esempio quella degli Stati Uniti che venga intaccato il potere imperiale del dollaro, o quella dei Paesi europei che le monete digitali possano impedire il controllo dei capitali. In tal modo non vengono messi in campo i regolamenti che, in particolare, il Giappone si è già dato da tempo, confidando evidentemente nel fatto che proprio la chiarezza legislativa sia in grado di eliminare le zone grigie e aiutare un settore che può aiutare a risolvere problemi di non poco conto, a partire da quelli della democratizzazione della finanza e dell’inclusione finanziaria.

Dario Marchetti

Sono laureato in Lettere e Filosofia alla Sapienza di Roma, con una tesi sul confine orientale d'Italia alla fine della Prima Guerra Mondiale. Ho collaborato con svariati siti su molte tematiche e guidato il gruppo di lavoro che ha pubblicato il CD-Rom ufficiale della S.S. Lazio "Storia di un amore" e "Storia fotografica della Magica Roma".

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