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Lo Yuan digitale prosegue la fase di test

Com’è noto, la Cina si sta avviando a rapidi passi verso l’adozione della sua criptovaluta di Stato. Un evento molto atteso, in quanto potrebbe consegnare al gigante orientale un ulteriore strumento nella sua sfida globale alla leadership degli Stati Uniti.
La CBDC (Central Bank Digital Currency) di Pechino è in fase di test ormai da tempo e, naturalmente, l’opinione pubblica si interroga su quanto sta accadendo. La domanda d’obbligo, quindi, è la seguente: a che punto è lo Yuan digitale?

Yuan digitale: lo stato dei lavori

Per capire meglio cosa stia accadendo, occorre partire dalla recente pubblicazione di una immagine in cui era ritratta una presunta applicazione wallet dedicata all’imminente criptovaluta nazionale cinese.
Una immagine che è presto dilagata sui social media e che è stata in particolare veicolata da Ling Zhang, Executive Director of M&A and Global Fiat di Binance, il quale l’ha postata sul suo profilo Twitter. Subito ripresa da Changpeng Zhao, il CEO dell’exchange di criptovalute.

La fase di prova in quattro città cinesi

Lo stesso Ling Xhang ha poi affermato che l’applicazione sarebbe attualmente disponibile in versione di prova in quattro città all’interno del vastissimo territorio nazionale: Shenzhen, Chengdu, Suzhou e Xiongan. Da evidenziare in particolare l’inclusione di Xiongan, una nuova metropoli situata nella periferia di Pechino che ospita il cosiddetto “Smart City Brain Project”.
La sua scelta, infatti, non è stata affidata al caso. La città fa leva sui un’avanzata struttura “smart” in cui sono compresi servizi d’informazione tramite satellite, il riconoscimento mediante sensori, una rete 5G e strutture per i big data.
Proprio per questo motivo è stata oggetto di visita non solo da parte del presidente Xi Jinping, ma anche di attenzione da parte attenzioni dei colossi cinesi della tecnologia come Tencent, Alibaba, JD.com e Baidu.

Gli elogi di Changpeng Zhao

Come è ormai d’uso per la Repubblica Popolare Cinese, la caratteristica di questa fase di prova è stata la grande rapidità. Tanto da spingere Changpeng Zhao ad elogiare il governo di Pechino per la decisione con cui l’applicazione wallet per lo yuan digitale è stata messa in campo. Una decisione che non è stata rallentata neanche dal dilagare del Covid-19 all’interno del Paese.

Yuan digitale: la sfida agli USA è ormai sul punto di partire

Proprio la velocità e la decisione con cui la Cina ha portato avanti il progetto dello yuan digitale sembra far capire l’intenzione di Pechino di avanzare al più presto la propria sfida alla leadership degli Stati Uniti. Una sfida che avviene non a caso sul piano tecnologico e che potrebbe presto rivoluzionare i rapporti di forza sullo scacchiere globale.
Mentre infatti Pechino procede spedita sulla via dell’innovazione, con un occhio di riguardo per la blockchain, gli Stati Uniti sembrano in evidente affanno. A Washington, infatti, la questione più dibattuta continua ad essere quella relativa alla necessità di contrastare Libra, la moneta digitale che dovrebbe fungere da propellente per le transazioni su Facebook. Un progetto visto con grande preoccupazione dalla politica a stelle e strisce in quanto andrebbe a mettere in pericolo il potere imperiale del dollaro. Una preoccupazione la quale, però, sembra non tenere conto del fatto che proprio lo Yuan digitale potrebbe ben presto rivelarsi una insidia ancora più temibile.

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Dario Marchetti

Sono laureato in Lettere e Filosofia alla Sapienza di Roma, con una tesi sul confine orientale d'Italia alla fine della Prima Guerra Mondiale. Ho collaborato con svariati siti su molte tematiche e guidato il gruppo di lavoro che ha pubblicato il CD-Rom ufficiale della S.S. Lazio "Storia di un amore" e "Storia fotografica della Magica Roma".

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