Aprile 5, 2020
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Londra si conferma tra i principali hub blockchain

blockchain technology - Londra si conferma tra i principali hub blockchain

Londra rappresenta ormai uno dei principali hub di blockchain al mondo e un paradiso per le start-up del settore. La tesi è sostenuta da un recente studio condotto da Outlier Ventures, nell’ambito del quale si ricordano alcuni dati che supportano validamente la tesi. Tra di essi le oltre 450 aziende operanti nel settore che hanno eletto la capitale del Regno Unito come propria sede e gli oltre 500 milioni di dollari che sono stati raccolti dalle stesse sotto forma di finanziamenti azionari.
Gli stessi analisti di Outlier Ventures hanno quindi cercato di capire meglio quali siano le ragioni che hanno spinto queste aziende a scegliere Londra. Andiamo quindi a vedere meglio la questione.

I fattori che favoriscono Londra

Le ragioni dell’elevata concentrazione di imprese operanti nel settore blockchain sono da ricercarsi in particolare:

  1. nell’afflusso di talenti dall’UE prima della Brexit;
  2. nell’assenza di reali ostacoli all’incorporazione delle società;
  3. nell’operato puntuale della Financial Conduct Authority (FCA) teso a varare regole certe per rendere forte e trasparente l’ampio ecosistema Fintech sviluppatosi a Londra.

Una serie di condizioni tali da consentire alle start-up blockchain nel Regno Unito di raccogliere 503 milioni di dollari di finanziamenti in ​​azioni, a partire dal 2013. Una società su tre operante nel settore riesce in pratica a calamitare i finanziamenti necessari per alimentare i propri piani di sviluppo. Con risultati notevoli.

Un cammino iniziato già da tempo

Va peraltro sottolineato come il ruolo di hub mondiale per la blockchain non sia stato conquistato dalla capitale britannica all’improvviso, ma rappresenti il giusto premio ad un lavoro iniziato ormai da anni.
Già nel 2018, infatti, un poderoso rapporto di 960 pagine redatto da Big Innovation Centre, DAG Global e Deep Knowledge Analytics sullo stato dell’industria della blockchain in Gran Bretagna, aveva messo in rilievo come Londra avesse tutte le risorse necessarie guadagnarsi questo ruolo entro il 2022.
All’interno del rapporto, erano anche state identificate 225 aziende operanti nel settore in Gran Bretagna, 170 investitori, 20 hub tecnologici e think tank, 10 incubatori e acceleratori e 100 volti noti dell’industria blockchain britannica. Un ecoambiente che sta pesando non poco sulla crescita di Londra.

Blockchain: il commento di Birgitte Andersen

Molto interessante, nell’ambito del lavoro del 2018, era poi stato il commento rilasciato a margine del rapporto da Birgitte Andersen, CEO del Big Innovation Center. Proprio lei, infatti, aveva voluto porre l’accento sul fatto che la blockchain fosse stata riconosciuta dal Parlamento del Regno Unito come una tecnologia molto importante e dirompente. Un riconoscimento tramutatosi in seguito nell’impegno a sostenere lo sviluppo accelerato dell’economia digitale proprio facendo leva su iniziative governative. Una politica che ora sta dando risultati sempre più notevoli, a vantaggio dell’intero Paese.

Regno Unito leader dell’economia digitale?

Dmitry Kaminskiy, fondatore di Deep Knowledge Analytics, aveva a sua volta affermato come il Regno Unito si apprestasse a diventare un paese leader nel settore dell’economia digitale. Un ruolo favorito dall’utilizzo dell’intelligenza artificiale, considerata la CPU della sua prossima generazione.
Un vaticinio che sembra sempre più vicino a realizzarsi, considerato il rapporto di Outlier Ventures e, soprattutto, la capacità delle istituzioni politiche e finanziarie britanniche di assecondare lo sviluppo tecnologico in atto. Senza attardarsi nella difesa di una finanza tradizionale che sembra notevolmente in affanno.

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