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Maduro annuncia un casinò basato su Petro

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Il Venezuela continua a puntare con estrema decisione sugli asset digitali e, in particolare su Petro. La criptovaluta garantita dalle risorse petrolifere e minerarie del Paese, infatti, continua ad essere al centro delle strategie del governo di Caracas. Come conferma l’annuncio di Nicholas Maduro, il presidente venezuelano, relativo al lancio di un casinò online basato proprio su Petro.

L’annuncio di Nicholas Maduro

In Venezuela è tutto pronto per un casinò online basato sulle criptovalute. La decisione di Maduro si va ad innescare in una fase ancora molto critica per l’economia del Paese, annichilita dall’embargo statunitense. Una crisi che ha avuto notevoli contraccolpi proprio sulle sale da gioco, che sono quasi scomparse in Venezuela.
In particolare sarà l’Hotel Humboldt, situato all’interno del Parco Nazionale El Ávila, a trasformarsi ben presto nella sede di un casinò internazionale. Nel quale i giocatori potranno puntare i loro Petro, destinato quindi ad essere agevolato dall’eventuale successo dell’iniziativa. I proventi derivanti dall’attività saranno a loro volta utilizzati al fine di finanziare la sanità pubblica e l’istruzione, molto carenti nel Paese.

Una decisione che sconfessa Chavez

A destare una certa sorpresa è però il fatto che la decisione di Maduro va in assoluta controtendenza con quanto deciso poco meno di dieci anni fa da Hugo Chavez, cui proprio l’attuale Presidente si richiama dal punto di vista ideologico.  Il suo predecessore, infatti, aveva vietato ogni attività di questo genere all’interno dei confini venezuelani, bollando le case da gioco alla stregua di covi criminali, in cui prostituzione e droghe erano praticamente all’ordine del giorno. Da quel momento il gioco d’azzardo era stato in pratica confinato alle piattaforme online.

Le perplessità degli esperti

Al momento, però, non è stato ancora annunciato alcun particolare tecnico sull’operazione, che rimane quindi avvolta nel mistero. Va sottolineato che dal punto di vista logistico i dubbi sono molti, proprio a causa dell’assenza di informazioni al riguardo. Se infatti si tratterà di sale da gioco fisiche, e non virtuali, per poter utilizzare il Petro diverrebbe necessario utilizzare una app. Inoltre dovrebbe essere messa in cantiere la presenza di ATM all’interno della struttura per poter poi convertire le valute, reali o virtuali. Una serie di quesiti che dovranno trovare una risposta prima dell’avvio dell’iniziativa.

Petro come antidoto nei confronti dell’economia criminale?

Va però messo in rilievo un altro annuncio da parte di Maduro, destinato a far piacere ai supporters dell’economia digitale. Il Presidente venezuelano, infatti, ha affermato il suo intento di fare leva proprio su Petro per stroncare l’economia criminale entro i confini nazionali. Secondo lui, le tante persone che non vogliono passare alla criptovaluta statale sono mosse da fini ben precisi, da ricondurre alla possibilità di fare affari illeciti, che trovano il loro carburante ideale nel dollaro statunitense. In particolare, sempre secondo Maduro, sarebbero la mafia e i ladri a non apprezzare gli asset digitali, a partire proprio da quello venezuelano, in quanto andrebbero a porre un argine al loro operato.
Si tratta in pratica della tesi portata avanti dai sostenitori del Bitcoin, secondo cui la presenza di una blockchain costituirebbe la miglior garanzia sulla tracciabilità delle operazioni, inducendo i criminali a cercare mezzi più sicuri per trasferire i capitali illeciti.

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Dario Marchetti

Sono laureato in Lettere e Filosofia alla Sapienza di Roma, con una tesi sul confine orientale d'Italia alla fine della Prima Guerra Mondiale. Ho collaborato con svariati siti su molte tematiche e guidato il gruppo di lavoro che ha pubblicato il CD-Rom ufficiale della S.S. Lazio "Storia di un amore" e "Storia fotografica della Magica Roma".

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