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Mining di criptovalute proibito nei quartieri di edilizia popolare del Venezuela

mining bitcoin - Mining di criptovalute proibito nei quartieri di edilizia popolare del Venezuela

Come è ormai noto, il mining di criptovalute comporta un notevole impiego di energia elettrica. Un tema visto con crescente preoccupazione non solo dagli osservatori, ma anche dai governi, proprio alla luce della necessità di arrivare ad un nuovo modello energetico meno pericoloso per la salute complessiva del pianeta. Tra i governi in questione c’è anche quello venezuelano, il quale ha deciso di affrontare con decisione il tema. Lo ha fatto tramite Ildemaro Villaroel, Ministro per l’Habitat e la Casa, il quale ha provveduto a dichiarare che nel Paese non sarà più possibile svolgere attività di mining nei quartieri di proprietà statale. In pratica si tratta di quelli che fanno parte del progetto abitativo “Gran Misión Vivienda”, molto pubblicizzati nel corso degli ultimi anni per i notevoli risultati raggiunti.

Mining: la dichiarazione di Villaroel

La dichiarazione di Villaroel è arrivata nel corso di un incontro ufficiale, tenutosi il 15 luglio. Nel corso del quale il ministro ha affermato che, nei complessi collegati all’edilizia residenziale pubblica, ogni tipo di macchinario collegato al mining è bandito.
Il motivo della decisione è da ricercare proprio nell’enorme consumo di energia elettrica necessario per questo genere di attività. Un livello di consumo il quale in pratica rappresenta una palese violazione delle regole statali nel settore energetico.

Gran Misión Vivienda: di cosa si tratta?

Gran Misión Vivienda è un piano di sviluppo urbano messo in campo dal governo venezuelano con il preciso intento di garantire case a basso costo alle fasce più deboli della popolazione. Fasce le quali sono state colpite duramente dalla crisi economica che si è manifestata molto prima del COVID-19, a causa dell’embargo operato dal governo degli Stati Uniti.
Si tratta in pratica di una parte del Plan de la Patria, piano di ampio respiro che prevede a regime la consegna di 3 milioni di abitazioni alle fasce popolari. Alla fine del 2018 ne erano già state consegnate circa 2,3 milioni e si presume che nonostante il rallentamento derivante dalle difficoltà economiche, il piano sia ormai a buon punto.

L’utilizzazione del Petro

Da sottolineare anche il fatto che per portarlo avanti, le autorità venezuelane abbiano deciso di fare leva sul Petro, la criptovaluta di Stato. Una decisione abbastanza logica alla luce della volontà di rendere sempre più popolare la moneta digitale e sconsigliare i cittadini dall’utilizzo del dollaro.
Una volontà che si è concretizzata con una lunga serie di decisioni che hanno anche contribuito a creare un ecosistema fertile per la diffusione degli asset digitali. Sempre più necessaria alla luce della continua svalutazione cui è sottoposta la valuta locale, il bolivar. Ormai da tempo un gran numero di cittadini provvede a cambiare stipendi e pensioni in criptovaluta, per difendere il proprio potere d’acquisto. In pratica la volatilità delle monete virtuali è considerata meno pericolosa dell’inflazione gravante sul bolivar.

Le critiche alla decisione del governo sul mining

La decisione del governo di Caracas è stata contestata sulla base del mancato adeguamento della rete elettrica nel corso degli ultimi anni. Il Paese si è infatti ritrovato in grande difficoltà da un punto di vista infrastrutturale proprio per i problemi innescati dall’embargo statunitense. Un embargo che non si è allentato neanche con la comparsa della pandemia. Una critica la quale, però, sembra non tenere in conto i livelli sempre più pesanti di consumo elettrico collegati al mining. Tali da essere visti con crescente preoccupazione dagli esperti.

Dario Marchetti

Sono laureato in Lettere e Filosofia alla Sapienza di Roma, con una tesi sul confine orientale d'Italia alla fine della Prima Guerra Mondiale. Ho collaborato con svariati siti su molte tematiche e guidato il gruppo di lavoro che ha pubblicato il CD-Rom ufficiale della S.S. Lazio "Storia di un amore" e "Storia fotografica della Magica Roma".

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