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Mining farm ordina 879 milioni di dollari in macchinari

L'ordine di Marathon Digital Holdings rappresenta un record?

Marathon Digital Holdings, società quotata presso il Nasdaq e specializzata in mining di Bitcoin ha dato vita ad un ordine per nuovi PC e macchinari da destinare all’attività di estrazione di BTC per una cifra pari a 879 milioni di dollari.
Annunciata la passata settimana, l’operazione è rivolta all’acquisto di 78mila Antminer S-19 XP di Bitmain, i quali dovranno essere consegnati entro la fine del prossimo anno. L’ordine è il più importante mai ricevuto dalla società di stanza a Pechino e sarà suddiviso in sei lotti mensili.

Mining farm Iran - Mining farm ordina 879 milioni di dollari in macchinari

La crescita di Marathon Digital Holdings

A corredo dell’operazione, il CEO di Marathon Digital Holdings, Fred Thiel, ha sottolineato come grazie ai nuovi macchinari  il numero complessivo utilizzato dall’azienda salirà a 199mila. Con una conseguente crescita dell’hash rate a 23,3 exahash al secondo (EH/s) entro l’inizio del 2023.
L’azienda statunitense, nel corso del 2021 ha proceduto all’estrazione di oltre 3mila Bitcoin. Realizzando di conseguenza una crescita clamorosa se rapportata al dato relativo ai 338 token estratti nell’anno precedente. Un dato che deve essere considerato anche una conseguenza della stretta operata dalla Cina contro il mining, che ha agevolato le mining farm operanti all’interno del territorio statunitense.

Mining di Bitcoin: è realmente così pericoloso per l’ambiente?

La notizia relativa a Marathon Digitale Holdings arriva in un momento molto particolare. Nel quale ferve la discussione intorno alla pericolosità ambientale del mining di criptovalute, in particolare di Bitcoin.
Proprio di recente, infatti, da Svezia e Norvegia si sono sollevate richieste di messa al bando delle criptovalute, almeno sul suolo continentale. Mentre in Islanda sono state tagliate le forniture energetiche alle mining farm, proprio per cercare di porre un argine ad una attività che è considerata energivora.
In particolare, la richiesta di bandire le criptovalute ha destato non poca preoccupazione nelle aziende del settore. Anche perché è in atto una rinnovata crociata contro gli asset digitali, motivata da ragioni ambientali. Ma il mining è realmente così pericoloso per l’ecosistema? A giudicare dalle affermazioni del Bitcoin Electricity Consumption Index dell’Università di Cambridge, non proprio.

Il parere del Bitcoin Electricity Consumption Index dell’Università di Cambridge

Secondo i ricercatori di Cambridge, l’impronta ambientale di BTC sarebbe al momento estremamente marginale. Ricordano inoltre che è essenziale operare una distinzione tra essa e consumo di elettricità. L’impronta ambientale, in particolare, riguarda proprio le implicazioni ambientali del mining, che è il vero dato da curare. Mentre il semplice consumo elettrico collegato al mining non riveste la stessa importanza, in quanto potrebbe essere il risultato dell’impiego di fonti rinnovabili. E come è noto, un’unità di energia prodotta con eolico o fotovoltaico non ha lo stesso impatto ambientale di una prodotto impiegando il carbone.

Le iniziative del mondo crypto per un mining sostenibile

Anche il settore crypto ha da parte sua deciso di attivarsi per rispondere alle critiche e togliere terreno sotto ai piedi dei detrattori. In particolare sono state avviate due iniziative che si propongono un mining sempre più sostenibile. Si tratta del Bitcoin Mining Council, organismo creatosi su impulso anche di Elon Musk, e del Crytpo Climate Accord. Il secondo, in particolare, mira a conseguire il traguardo delle emissioni zero per tutta l’industria crittografica entro il 2040.
Come si può capire, si tratta di iniziative tese a sottrarre argomenti che in mano alla politica possono rivelarsi molto pericolosi. Come del resto si può notare dall’aggressività con la quale da più parti si attaccano gli asset digitali, additandoli alla stregua di un nemico, forse per distogliere l’attenzione da quello vero.

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Dario Marchetti

Sono laureato in Lettere e Filosofia alla Sapienza di Roma, con una tesi sul confine orientale d'Italia alla fine della Prima Guerra Mondiale. Ho collaborato con svariati siti su molte tematiche e guidato il gruppo di lavoro che ha pubblicato il CD-Rom ufficiale della S.S. Lazio "Storia di un amore" e "Storia fotografica della Magica Roma".

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