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Mining tramite smartphone, per Buterin è solo una trovata pubblicitaria

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L’annuncio di HTC, secondo cui sarà possibile fare il mining di Monero tramite il suo smartphone Exodus, ha destato un certo clamore, come era del resto logico attendersi. Se, infatti, sino ad oggi si è sempre reputato impraticabile riuscire a fare la necessaria attività di calcolo per minare criptovalute senza dispositivi molto potenti, quanto affermato dalla compagnia rappresenterebbe un vero e proprio cambio di paradigma.
Un mutamento che, però, secondo Vitalik Buterin, non sarebbe assolutamente possibile. Tanto da spingerlo a bollare l’annuncio di HTC alla stregua di una semplice, anche se azzeccata, mossa pubblicitaria.

Cosa ha detto Vitalik Buterin?

“Va contro tutto ciò che sappiamo in merito alle economie di scala dell’hardware. È più un tentativo di ingannare gli utenti con false speranze che un vero aiuto.”: queste le parole del fondatore di Ethereum che non sembrano lasciare spazio ai sottintesi. Affidate a Twitter, sono poi state accompagnate da un altro commento, stavolta relativo allo staking tramite dispositivi mobili, da lui definito molto promettente.
Considerata la fama di Buterin, nel settore della crittografia, le sue parole non potevano che suscitare attenzione e rilanciare la discussione sul tema del mining, anche alla luce di quanto sta accadendo nel settore in vista dell’halving di Bitcoin. Un evento che ormai da mesi sta provocando non poche fibrillazioni in coloro che hanno investito nell’attività.

Le reazioni alle parole di Buterin

Le reazioni alle parole di Buterin sono state abbastanza variegate. Secondo molti la sua sarebbe una giusta valutazione, almeno allo stato attuale, mentre secondo altri starebbe sottovalutando il potenziale del mining tramite dispositivi portatili.
Resta però un dato che sembra al momento incontrovertibile, ovvero che quanto detto sinora sulle economie di scala dell’hardware contraddice apertamente l’ipotesi prospettata. Tanto da poter etichettare il mining su smartphone alla stregua di una trovata pubblicitaria.
Intanto, però, se si trattasse di una semplice campagna promozionale, si potrebbe già concludere che HTC sia comunque riuscita nell’intento di far parlare di Exodus. La discussione sullo smartphone predisposto per il mining di Monero sembra un argomento in grado di tenere banco, almeno nelle prossime settimane, nella variegata comunità dei criptofans.

Un assist anche per Monero

Se per HTC il ritorno promozionale è assicurato, anche Monero potrebbe giovarsi del clamore suscitato dall’annuncio della compagnia. XMR, infatti, si trova in un buon momento, con la sua capitalizzazione in aumento all’inizio dell’anno.
Un momento positivo che si giova di una serie di annunci relativi all’aumento di privacy che il token sarebbe in grado di assicurare ai propri utenti. L’adozione di un nuovo algoritmo di Proof of Work, RandomX, e di Dandelion++, grazie al quale diventa possibile nascondere la possibile connessione tra mittente e indirizzo IP,  hanno fatto lievitare il prezzo di Monero. Secondo gli analisti proprio l’esaltazione della propria funzione di privacy coin sarebbe alla base del rinnovato favore di molti investitori, i quali sembrano credere molto in XRM e nelle sue potenzialità.
Se a questo trend si aggiungono le fibrillazioni in atto nel settore del mining, con molti minatori che si guardano intorno alla ricerca di nuove opportunità di guadagno, sembra proprio che per XRM si concretizzi uno spazio di manovra sempre più ampio.

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Dario Marchetti

Sono laureato in Lettere e Filosofia alla Sapienza di Roma, con una tesi sul confine orientale d'Italia alla fine della Prima Guerra Mondiale. Ho collaborato con svariati siti su molte tematiche e guidato il gruppo di lavoro che ha pubblicato il CD-Rom ufficiale della S.S. Lazio "Storia di un amore" e "Storia fotografica della Magica Roma".

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