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Mohamed El-Erian: il Bitcoin non è troppo grande per fallire

L'economista sui destini di BTC alla luce dei timori degli ultimi giorni

Il Bitcoin potrebbe fallire? La domanda non è nuova, ma è tornata ad aleggiare nei giorni passati, quando all’improvviso la sua quotazione ha iniziato a flettere pericolosamente. Tanto da destare vero e proprio panico negli investitori.
A cercare di rispondere al quesito, è stato di recente Mohamed El-Erian, principale consigliere economico di Allianz, secondo il quale il token inventato da Satoshi Nakamoto non è troppo grande per fallire. Lo ha dichiarato nel corso di un’intervista concessa alla CNN, in cui sono stati affrontati alcuni aspetti collegati alla voltatilità della creazione di Satoshi Nakamoto. La quale è tornata a destare grande preoccupazione nel corso degli ultimi giorni.

Mohamed El Erian - Mohamed El-Erian: il Bitcoin non è troppo grande per fallire

Il pensiero di Mohamed El-Erian

Tra le tante cose dette nel corso dell’intervista ce n’è una che ha calamitato l’attenzione degli osservatori, quella relativa all’ipotesi che Bitcoin possa fallire. Una domanda che già nel passato è stata posta su alcuni asset o addirittura Paesi considerati in difficoltà, ad esempio l’Italia. Tesa a capire se i soggetti considerati siano da considerare effettivamente a rischio o meno. Nel caso del nostro Paese, ad esempio, l’orientamento prevalente è che proprio la sua importanza dal punto di vista finanziario e i legami con le altre economie lo preservino da una simile eventualità.

Il Bitcoin rappresenta una sfida notevole

Secondo El-Erian, però, non è la stessa cosa per il Bitcoin, nonostante la sempre più evidente forza del token. Aggiungendo che si tratta comunque di una sfida notevole per il paradigma della liquidità. Se il sistema è caratterizzato attualmente da un suo eccesso, l’assunzione di rischi eccessiva e irresponsabile è ancora praticata in alcune aree. Con pericoli sempre più evidenti, come dimostrato dall’implosione di Archegos Capital che, alcune settimane fa, ha causato la caduta di diversi titoli e perdite nell’ordine di miliardi di dollari per le banche di investimento. Mentre il caos del mercato finanziario a gennaio che ha caratterizzato Gamestop e altri titoli pompati a dismisura, ha fatto aumentare i loro prezzi e spremuto i venditori allo scoperto.

Peter Thiel: Bitcoin potrebbe essere un’arma finanziaria cinese

Di Bitcoin ha parlato di recente anche Peter Thiel, il co-fondatore di PayPal, nel corso di un seminario tenuto dai conservatori statunitensi. Affermando in particolare che a differenza di quanto si crede, l’arma che la Cina sta utilizzando per vincere la sfida finanziaria con gli Stati Uniti sarebbe il BTC, non lo yuan digitale.
Una tesi abbastanza sorprendente, considerato come Thiel si definisca un massimalista favorevole a criptovalute e Bitcoin.

E se fosse invece un’arma della CIA?

La sua valutazione è ancora più sorprendente alla luce di una vecchia dichiarazione di Natalia Kasperskaya, co-fondatrice di Kaspersky Lab e presidente di InfoWatch. Secondo la quale la regina delle criptovalute sarebbe una creazione della Central Intelligence Agency (CIA) degli Stati Uniti. Il cui scopo sarebbe quello di attivare rapidamente operazioni di spionaggio senza dover passare dal Congresso per il loro finanziamento. Una tesi sostenuta nel corso della cerimonia di apertura del centro didattico presso l’Università delle Tecnologie dell’Informazione, Meccanica e Ottica, di San Pietroburgo.
Il tutto mentre BTC sta assumendo un ruolo sempre più rilevante, non solo nell’ottica di banche e grandi fondi di investimento, ma anche nella vita di tutti i giorni, ovvero sotto forma di metodo di pagamento. Tanto da far apparire la tesi di Thiel alla stregua di semplice complottismo.

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Dario Marchetti

Sono laureato in Lettere e Filosofia alla Sapienza di Roma, con una tesi sul confine orientale d'Italia alla fine della Prima Guerra Mondiale. Ho collaborato con svariati siti su molte tematiche e guidato il gruppo di lavoro che ha pubblicato il CD-Rom ufficiale della S.S. Lazio "Storia di un amore" e "Storia fotografica della Magica Roma".

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