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Monero ha adottato Dandelion++ per migliorare la privacy

Monero - Monero ha adottato Dandelion++ per migliorare la privacy

Monero ormai da tempo è additata da una parte di opinione pubblica. Il motivo della non positiva fama di questa criptovaluta risiede nel fatto di essere ormai da tempo la forma di pagamento preferita nel Dark Web, ovvero in quella parte della rete ove avvengono i traffici illegali (droga e armi, in particolare).
Già nel 2016 Monero e ZCash avevano in pratica soppiantato il Bitcoin in questo particolare segmento di mercato e nel corso degli ultimi anni la situazione non è mutata. Anzi, potrebbe addirittura assistersi ad un ulteriore consolidamento di XMR nei prossimi mesi. Il motivo risiede in una serie di mosse dei suoi sviluppatori, tese ad incrementare i già notevoli livelli di anonimato che può garantire.

Monero adotta Dandelion++

E’ recente la notizia in base alla quale lo sviluppatore Lee Clagett sarebbe riuscito ad adattare Dandelion++ al protocollo di Monero. Per la definitiva adozione all’interno del codice resterebbe solo da attendere le necessarie verifiche che darebbero il via alla richiesta di modifica su GIthub. Una volta arrivate, inizierebbe un soft fork  al termine del quale uscirebbe rafforzata la privacy della sua blockchain.
Si tratta di un ulteriore salto di qualità, se si pensa che già nei mesi passati XMR ha risolto alcuni problemi di non poco conto. In particolare quelli di scalabilità con l’introduzione del blockchain pruning e relativi alla privacy delle sue transazioni, mediante il fork dello scorso novembre, che ha portato ad una graduale eliminazione degli ID di pagamento. Infine ha adottato un nuovo algoritmo di Proof of Work, denominato RandomX che, essendo ottimizzato per le CPU, ha penalizzato il mining di ASIC o GPU.

Il funzionamento di Dandelion++

Come funziona il nuovo sistema? Sviluppato dai ricercatori della University of Illinois, si incarica in pratica di nascondere la possibile connessione tra mittente e indirizzo IP.
Sinora, il nodo Monero delegato all’avvio della trasmissione di una nuova transazione, lo faceva utilizzando un processo chiamato “flooding”, o di diffusione. La transazione veniva comunicata a tutti i suoi nodi collegati, che a loro volta propagavano la transazione a tutta la rete, alla stregua di quello che accade per un’onda.
Dandelion dirige le transazioni verso un nodo remoto in un modo non rilevabile prima dell’inizio del processo. Poiché le attuali tecniche di propagazione sono inadeguate per la protezione della privacy Dandelion mette in atto un processo teso a rintracciare un nodo proxy da trasmettere (fase di anonimizzazione) e un altro processo incaricato di trasmetterlo a quelli rimanenti (fase di diffusione).
Questo iter è stato denominato Dandelion in quanto grazie ad esso la propagazione della transazione prende sembianze simili a quelle del fiore del tarassaco, detto dente di leone una volta maturato.
La sua resistenza in termini di privacy, però, potrebbe essere compromessa ove non tutti i nodi della rete lo utilizzino. Proprio per ovviare a tale possibile inconveniente è stato varato Dandelion++, dando vita ad un processo molto complesso che renderebbe molto complicata l’individuazione della fonte da parte di nodi spia. Almeno questo è stato l’esito dei test condotti in presenza di un elevato numero di nodi spia nella rete.
Soprattutto se la sua utilizzazione avviene in concomitanza con altri layer di sicurezza come VPN e/o TOR che impediscono il monitoraggio da parte degli ISP provider, Dandelion++ dovrebbe garantire un buon livello di anonimato.

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Dario Marchetti

Sono laureato in Lettere e Filosofia alla Sapienza di Roma, con una tesi sul confine orientale d'Italia alla fine della Prima Guerra Mondiale. Ho collaborato con svariati siti su molte tematiche e guidato il gruppo di lavoro che ha pubblicato il CD-Rom ufficiale della S.S. Lazio "Storia di un amore" e "Storia fotografica della Magica Roma".

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