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Monero sarebbe la crypto favorita dai criminali astuti

Ad affermarlo è Rick Holland, di Digital Shadows

Come è ormai noto, le criptovalute sono considerate uno strumento eccellente per l’economia criminale. I profili di riservatezza garantiti, infatti, rendono il denaro virtuale molto più adatto del contante per l’evasione fiscale o i pagamenti di cui non si intende lasciare traccia, ad esempio quelli che avvengono sul Dark Web, ovvero la parte più nascosta di Internet sulla quale operano i mercanti di stupefacenti, armi ed esseri umani.
Ormai sono molti i rapporti che indicano nel Bitcoin la criptovaluta preferita per questo genere di transazioni. Ora però, una dichiarazione rilasciata da Rick Holland, chief information security officer della società di cyber threat intelligence Digital Shadows, sembra squarciare il velo in questo particolare ambito. Andiamo a vedere perché.

Monero2 - Monero sarebbe la crypto favorita dai criminali astuti

Monero è il token preferito dai criminali più furbi

Rick Holland, nel corso di una intervista concessa a CNBC, ha affermato con grande decisione che Monero sta guadagnando terreno nel manipolo ristretto dei criminali più incalliti e furbi. I quali necessitano di strumenti in grado di garantire la riservatezza per le loro operazioni. Trovando ottime risposte proprio da Monero, ormai etichettata come “privacy coin” per eccellenza. A confermare la sua tesi c’è un riscontro ben preciso: REvil, un gruppo di hacker specializzato nel cosiddetto ransomware, è persino disposto a concedere uno sconto alle vittime che optano per il pagamento del riscatto in XRM.

La conferma di Fred Theil

La tesi di Holland è stata poi confermata alla CNBC da Fred Theil, ex dirigente del gigante della crittografia Ultimaco. Secondo lui, infatti, i criminali più astuti farebbero ricorso a Monero, ignorando un Bitcoin ritenuto deficitario sotto il punto di vista della privacy. Se l’icona di Satoshi Nakamoto è ancora in posizione di assoluto dominio, per quanto concerne le transazioni sui mercati illegali del Dark Web, XMR sta prendendo sempre più spazio. Proprio perché riesce a garantire in maniera più efficace l’oscuramento di dati essenziali per poter ricostruire le operazioni. Ovvero quelli relativi al wallet, all’importo della transazione effettuata e della controparte implicata.

La precisazione di Digitalmint

Anche Digitalmint, una società che si affianca alle aziende attaccate dalla criminalità informatica nel’atto del pagamento del riscatto, ha detto la sua sulla questione. Lo ha fatto nel corso di una intervista rilasciata a MacKenzie Sigalos, una corrispondente di CNBC Tech, nel corso della quale è stato spiegato che dal 90% al 95% di tutti i pagamenti di riscatto sono ancora effettuati in Bitcoin.
Per quanto riguarda il restante, Monero sta però diventando un’opzione sempre più popolare, nonostante alcuni inconvenienti che giocano a svantaggio degli interessi criminali. Tra di essi va ricordato soprattutto il fatto che ormai le piattaforme serie che permettono di scambiare criptovalute hanno proceduto al bando nei confronti di XMR. Visto ormai come un token largamente screditato e dal quale è consigliabile restare alla larga.

Monero: quale futuro per il progetto?

Proprio la decisione, presa da molti exchange, ha spinto molti operatori ad interrogarsi su quello che potrebbe essere il suo futuro. Concludendo che il voler conseguire ad ogni costo standard di riservatezza prossimi all’anonimato potrebbe infine condannare il progetto ad un destino abbastanza gramo.
In pratica, nei prossimi anni XMR vedrà calare sempre di più i volumi di scambio. Inoltre dovrà cedere il passo a criptovalute le quali si propongono obiettivi più ambiziosi rispetto alla riservatezza di persone che necessitano di essa per gesta non proprio memorabili.

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Dario Marchetti

Sono laureato in Lettere e Filosofia alla Sapienza di Roma, con una tesi sul confine orientale d'Italia alla fine della Prima Guerra Mondiale. Ho collaborato con svariati siti su molte tematiche e guidato il gruppo di lavoro che ha pubblicato il CD-Rom ufficiale della S.S. Lazio "Storia di un amore" e "Storia fotografica della Magica Roma".

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