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Morgan Stanley investe nel Bitcoin Trust di Grayscale

Un vero e proprio dietrofront per la banca d'affari

Nel corso degli ultimi mesi molti dei precedenti critici di Bitcoin e criptovalute in genere hanno cambiato la loro posizione, prendendo infine atto della loro crescente importanza. Tra coloro che lo hanno fatto c’è anche Morgan Stanley, che pure si era distinto per la virulenza degli attacchi agli asset digitali.
Il cui ribaltamento di vedute è ora testimoniato dalla decisione di investire nel Bitcoin Trust di Grayscale. Una decisione derivante dal desiderio di diversificare il proprio portafogli di investimento e la quale rappresenta l’ultimo clamoroso voltafaccia da parte di un primattore del settore bancario tradizionale.

Morgan Stanley - Morgan Stanley investe nel Bitcoin Trust di Grayscale

L’investimento di Morgan Stanley nelle criptovalute

Morgan Stanley aveva già reso noto il possesso di 28289 azioni del Bitcoin Trust di Grayscale. Quando la banca ha reso pubblico l’investimento, Macroscape non aveva esitato ad affermare che l’istituto bancario avrebbe presto rafforzato la sua posizione nel settore degli asset digitali.
Una previsione che si è effettivamente avverata, come notificato dai documenti depositati presso la Securities and Exchange Commission degli Stati Uniti. I quali hanno rivelato che Insight Fund di Morgan Stanley, Institutional Fund Inc., Variable Insurance Fund Inc. e Institutional Fund Trust hanno investito in Grayscale’s Trust. Il quantitativo di denaro investito in queste operazioni è pari a 27,6 milioni di dollari e occorre considerare che in base alle decisioni prese, la banca d’affari non può oltrepassare la soglia del 25% della propria allocazione di risorse in criptovalute.

Per Morgan Stanley si tratta dell’ennesimo passo in avanti

La decisione presa da Morgan Stanely, di aumentare gli investimenti nel Bitcoin Trust di Grayscale, è il logico sviluppo di una politica già in atto. Iniziata con la decisione di concedere ai clienti più facoltosi della banca un supporto nel caso in cui decidessero di investire in Bitcoin.
Da quel momento la posizione dell’istituto bancario sulle criptovalute ha iniziato a modificarsi in maniera sempre più profonda, con la pratica presa d’atto di una influenza sempre maggiore degli asset digitali nella vita di tutti i giorni e nelle scelte degli investitori. Una conversione la quale, del resto, ha fatto seguito a quella di altri attori di rilievo del settore bancario tradizionale. Come quelle di Goldman Sachs, BNY Mellon e, soprattutto, JPMorgan. L’istituto guidato da Jamie Dymon, infatti, non solo ha ribaltato le posizioni decisamente contrarie del suo amministratore delegato, ma ha anche investito direttamente in BTC. Tanto da spingere alcuni osservatori ad accusare Dymon di comportamenti al limite del reato, tali da configurare l’aggiotaggio. Un vero e proprio controsenso per chi nel passato si era spinto a dipingere il Bitcoin come uno strumento criminale.

Una decisione che suona del tutto logica

La decisione presa da Morgan Stanley sembra del tutto logica, alla luce di quello che sta accadendo. Ovvero di una situazione in cui gli asset digitali stanno aumentando la loro influenza nella vita di tutti i giorni, sia come strumento di pagamento che come bene da investimento. Tanto da spingere Deloitte a condurre un sondaggio all’interno del mondo finanziario, il Global Blockchain Survey, per cercare di capire cosa si pensi al proposito. Una indagine che ha coinvolto 1280 dirigenti finanziari senior dislocati in 10 località di ogni parte del globo, dando risultati estremamente sorprendenti. Il 76% degli interpellati ha infatti affermato di ritenere ormai prossima la fine del denaro reale. Il quale sarà sostituito da quello virtuale, con una vera e propria rivoluzione dei servizi finanziari. Alla luce di queste sensazioni, non dovrebbe quindi stupire eccessivamente la conversione dei grandi player bancari internazionali.

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Dario Marchetti

Sono laureato in Lettere e Filosofia alla Sapienza di Roma, con una tesi sul confine orientale d'Italia alla fine della Prima Guerra Mondiale. Ho collaborato con svariati siti su molte tematiche e guidato il gruppo di lavoro che ha pubblicato il CD-Rom ufficiale della S.S. Lazio "Storia di un amore" e "Storia fotografica della Magica Roma".

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