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Mt. Gox, Fortress si offre per pagare 100 milioni di dollari ai creditori

Nuova puntata nell'annosa vicenda dell'exchange fallito

La vicenda di Mt. Gox, l’exchange fallito nel 2014 a seguito di attacchi hacker, continua a proporre novità, senza però mai approdare realmente all’epilogo atteso dai creditori.
L’ultima della serie è quella relativa alla proposta di Fortress Investment Group, azienda nota per i suoi investimenti in private equity e azioni. La quale si propone di pagare l’80% di quanto dovrebbero avere coloro i quali hanno perso i soldi nel crac della famigerata piattaforma di scambio. La proposta è contenuta in una lettera che è stata visionata da The Block e ora si attendono sviluppi in grado di chiarire meglio il quadro.

Mt. Gox - Mt. Gox, Fortress si offre per pagare 100 milioni di dollari ai creditori

La proposta di Fortress Investment Group

Perché i creditori di Mt. Gox dovrebbero aderire alla proposta di Fortress Investment Group? Il vantaggio sta nel fatto che la proposta supervisionata dal trust il quale gestisce le passività della borsa defunta, la quale sarà messa in votazione a ottobre, permetterebbe loro di riavere i soldi soltanto alla metà del 2022. Anche se in base ad essa riavrebbero il 90% della cifra persa, si tratterebbe quindi di attendere più di un anno. Il quale andrebbe di conseguenza ad aggiungersi a quelli già trascorsi dal fallimento dell’exchange. L’amministratore delegato di Fortress Investment Group, Michael Hourigan, ha commentato la proposta del suo gruppo affermando che essa permetterebbe di riavere soldi o Bitcoin ora, senza dover attendere oltre. Non resta che attendere la risposta dei creditori.

Fortress Investment Group ha accantonato 100 milioni di dollari

In attesa di conoscere la risposta dei creditori, Fortress Investment Group ha deciso di accantonare 100 milioni di dollari. Coi quali verrebbero acquistati i crediti, scommettendo con tutta evidenza sul fatto che saranno molti coloro i quali decideranno di sacrificare un 10% di quanto dovrebbero riavere alla sicurezza di rientrare finalmente in possesso dei propri soldi.
Una previsione naturalmente fondata sulla comprensibile stanchezza di coloro che nella vicenda del 2014 persero tutti i loro soldi, dovendo in seguito attrezzarsi per una vera e propria battaglia legale. La quale potrebbe finalmente andare in porto a distanza di 8 anni, almeno secondo i calcoli fatti dall’azienda.

Una vicenda destinata a restare nell’immaginario collettivo

Se sembra avviarsi verso una soluzione, la clamorosa vicenda di Mt. Gox è comunque destinata a restare indelebile per migliaia di persone coinvolte nel fallimento della piattaforma di scambio. Sulla quale da sempre esistono forti dubbi, tali da spingere ad accusare la dirigenza dell’exchange di aver semplicemente portato a termine una truffa a danno della propria clientela.
Una vicenda la quale ha rischiato di rappresentare la fine del denaro digitale. Quando è fallito, infatti, Mt. Gox gestiva l’80% degli scambi di Bitcoin a livello globale e aveva clienti in ogni angolo del mondo. Per ogni token perso nel crac, in totale 850mila, si stima che ne sia stato recuperato poco più di un quinto.
Per quanto riguarda la vicenda giudiziaria, il tribunale distrettuale di Tokio ha condannato Mark Karpeles, il quale aveva acquistato la piattaforma da Jed McCaleb, a due anni di reclusione con sospensione della pena. Il reato contestatogli è stato la manomissione dei registri finanziari. Una pena ritenuta del tutto inadeguata dalle migliaia di investitori i quali si sono ritrovati all’improvviso privati dei propri Bitcoin. Non potendo quindi sfruttarne la grande crescita fatta registrare nel corso degli anni passati da allora.

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Dario Marchetti

Sono laureato in Lettere e Filosofia alla Sapienza di Roma, con una tesi sul confine orientale d'Italia alla fine della Prima Guerra Mondiale. Ho collaborato con svariati siti su molte tematiche e guidato il gruppo di lavoro che ha pubblicato il CD-Rom ufficiale della S.S. Lazio "Storia di un amore" e "Storia fotografica della Magica Roma".

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