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Mt. Gox, l’ultima beffa è dietro l’angolo

In caso di voto negativo nella votazione di venerdì i creditori potrebbero restare a bocca asciutta

Nella giornata di venerdì era previsto un voto estremamente importante, ovvero quello riguardante i creditori di Mt. Gox, il defunto exchange di criptovalute crollato nel 2014. I quali sono stati chiamati ad approvare o meno il piano di risarcimento predisposto dal tribunale di Tokio, chiamato a dare una soluzione ad una questione ormai annosa. La quale sta letteralmente sfiancando molti dei 24mila investitori rimasti coinvolti nel fallimento della piattaforma di scambio che, all’epoca, era la più grande a livello globale.
La beffa, però, è dietro l’angolo. E in molti si sono attivati, tra le figure di spicco del settore crypto, al fine di impedire che andasse effettivamente in porto. Andiamo quindi a vedere cosa è accaduto e cosa potrebbe succedere ora.

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Gli appelli per il voto

Se è vero che la votazione sul piano di rimborso era prevista per la giornata di venerdì, va anche sottolineato come non siano pochi coloro che ne avevano diritto a non risiedere in Giappone. Ove, come ha ricordato Mark Karpelès, il CEO dell’exchange fallito, i fusi orari sono molto diversi da quelli statunitensi. Provocando un vero e proprio sfasamento temporale, il quale avrebbe potuto condurre all’invalidazione di molti voti espressi venerdì negli Stati Uniti.
Un appello al voto è quindi stato fatto non solo da lui, ma anche da Adam Back, il fondatore di Blockstream. Il quale ha anche ricordato che i voti mancanti sarebbero stati conteggiati come negativi da parte del tribunale. In caso di mancato conseguimento del 50% da parte dei pareri positivi, il rimborso non verrebbe più effettuato. Allungando ulteriormente i tempi per poter riavere indietro i soldi persi nel crac del 2014.

Mt. Gox: una vicenda emblematica

Quella di Mt. Gox può essere considerata una vicenda emblematica, proprio per i risvolti e le accuse che da allora fioccano sulla dirigenza dell’exchange. La piattaforma fu lanciata nel 2010 da Jed McCaleb, per poi essere acquisita da Mark Karpelès, diventando presto un punto di riferimento per chi intendeva fare trading di criptovaluta.
Una lunga serie di attacchi da parte di hacker, però, hanno prima messo in crisi Mt. Gox e poi portato al suo definitivo fallimento. Il quale non è stato certo preso bene dalle persone coinvolte. Tra un’accusa di truffa e l’altra, la vicenda è poi approdata in tribunale. Anche perché nella vicenda sono andati persi 850mila Bitcoin. Ovvero l’equivalente di 45 miliardi di dollari al cambio attuale. I quali, però, non costituiranno l’effettivo ammontare dei risarcimenti.

Il risarcimento avverrà coi prezzi del 2014

Tra i tanti problemi che si presentano in vista della risoluzione della vicenda, uno dei più spinosi è proprio quello relativo all’ammontare dei risarcimenti previsti dal piano congegnato dal tribunale di Tokyo. Il quale dovrebbe prevedere l’adozione della quotazione cui era attestato il Bitcoin nel 2014.
Una decisione la quale, ad esempio, è stata contestata da Yuzo Kano, fondatore e CEO di bitFlyer, una piattaforma crypto giapponese. Il motivo è facilmente intuibile: BTC all’epoca era ancora in fase di decollo e il suo prezzo è esploso subito dopo il crollo di Mt. Gox, impedendo di fatto agli investitori di partecipare alla festa. Molti di loro, infatti, si sono ritrovati senza risorse per poter proseguire il proprio commercio. Adottando i prezzi del 2014 perderebbero la possibilità di approfittare del grandioso rialzo del token nel corso degli anni. Con una ulteriore beffa accessoria: il risarcimento avrebbe luogo in pratica nel 2024. Ovvero a ben dieci anni di distanza dai fatti. Un’attesa la quale sfiancherebbe chiunque.

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Dario Marchetti

Sono laureato in Lettere e Filosofia alla Sapienza di Roma, con una tesi sul confine orientale d'Italia alla fine della Prima Guerra Mondiale. Ho collaborato con svariati siti su molte tematiche e guidato il gruppo di lavoro che ha pubblicato il CD-Rom ufficiale della S.S. Lazio "Storia di un amore" e "Storia fotografica della Magica Roma".

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