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Mt. Gox, presentato il piano di riabilitazione

C'è grande attesa per la decisione finale del tribunale di Tokyo

E’ stato finalmente presentato il piano di riabilitazione di Mt. Gox, l’exchange fallito nel 2014 a seguito di una serie di attacchi hacking.
A riferirlo è stato il sito mtgox.com, pubblicando la lettera in cui si annuncia l’avvenuto deposito della bozza del piano presso il tribunale distrettuale di Tokyo.
Si tratta di un vero e proprio evento, anche se ora rimane da capirne le reali implicazioni. Soprattutto per coloro che rimasero coinvolti nel clamoroso crac della piattaforma.

Mt. Gox - Mt. Gox, presentato il piano di riabilitazione

Mt. Gox: cosa è accaduto nel 2014

L’attacco hack contro Mt. Gox del 2014 è ritenuto il più clamoroso in assoluto in una storia che, pure, è ricca di eventi simili. All’epoca, infatti, l’exchange era ritenuto il più grande a livello globale e il bottino si rivelò quindi straordinario. Si calcola che circa 850mila Bitcoin furono trafugati dagli attaccanti, di cui 750mila appartenenti a utenti privati. Per un bottino stimato all’epoca intorno ai 460 milioni di dollari.
L’attacco fu peraltro preceduto da alcune avvisaglie di non poco conto, a partire dall’attacco di due anni prima, quando il fondatore e proprietario dell’exchange, Jed McCaleb, si vide sottrarre circa 80mila BTC. E andò avanti a più riprese, con una serie di conseguenze clamorose. Mt. Gox fallì, innescando le proteste delle persone coinvolte e non poche accuse da parte di chi non esitò a bollare il tutto alla stregua di una flagrante truffa.

Mt. Gox: cosa accadrà ora

Cosa accadrà ora? Se il piano è stato effettivamente presentato, ad opera del curatore fallimentare Nobuaki Kobayashi, il giudice dovrà ora decidere se sia congruo o meno.
Secondo le indiscrezioni trapelate, però, dovrebbe essere stato redato tenendo conto delle indicazioni del giudice incaricato di decidere sulla vicenda. Per cui sembra difficile che possa essere rigettato e che per la sua approvazione occorrano tempi eccessivamente dilatati.
Il tutto avviene peraltro in un momento in cui il Bitcoin sta accrescendo enormemente la sua quotazione. Con un effetto abbastanza particolare.

Un vero e proprio paradosso

L’impennata del valore di BTC, infatti, permette ai 141.600 token rimasti a Mt. Gox di superare abbondantemente le perdite che deve rimborsare. Con la quotazione attuale di Bitcoin, la quale sta peraltro crescendo ulteriormente, e con quella corrispondente ai 142.800 Bitcoin Cash ancora in dotazione, si arriverebbe infatti ad un valore totale di 2,8 miliardi di dollari.
Proprio per questo motivo il giudice potrebbe aver chiesto al curatore fallimentare di restituire direttamente i token ai legittimi proprietari, invece del controvalore in valuta fiat.

I possibili contraccolpi di una vendita dei BTC di Mt. Gox

C’è poi un’altra questione che sembra consigliare la restituzione diretta dei token, ovvero la possibile caduta della quotazione di Bitcoin nel caso il quantitativo di Mt. Gox fosse immesso sul mercato. Tanto da provocare anche una notevole caduta del controvalore su cui potrebbe contare Nobuaki Kobayashi per risarcire gli utenti danneggiati.
Si tratta di una questione non proprio secondaria, anche se, sicuramente già il fatto di essere risarciti conforterà non poco gli utenti dell’exchange danneggiati dal fallimento del 2014. Ove però prevalesse la decisione di restituire direttamente i token, si tratterebbe di una consolazione non certo marginale, per gli interessati, considerato come Bitcoin valga attualmente molto di più rispetto a sei anni fa.
Ora non resta quindi che attendere le decisioni finali del giudice distrettuale di Tokyo per capire meglio l’epilogo.

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Dario Marchetti

Sono laureato in Lettere e Filosofia alla Sapienza di Roma, con una tesi sul confine orientale d'Italia alla fine della Prima Guerra Mondiale. Ho collaborato con svariati siti su molte tematiche e guidato il gruppo di lavoro che ha pubblicato il CD-Rom ufficiale della S.S. Lazio "Storia di un amore" e "Storia fotografica della Magica Roma".

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