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Nel 2020 rubati quasi 100 milioni di dollari dai progetti Defi da parte degli hacker

Nel corso del 2020 sono stati rubati all'incirca 100 milioni di dollari dagli hacker sui progetti DeFi. Questo quanto emerso dal rapporto di CipherTrace.

DeFI - Nel 2020 rubati quasi 100 milioni di dollari dai progetti Defi da parte degli hacker

Il rapporto di CipherTrace ha rivelato come nel corso del 2020 siano stati rubati dagli hacker quasi 100 milioni di dollari sui progetti DeFi.

Nel corso del primo semestre del 2020 la DeFI avrebbe attratto diversi “ladri del web” e hacker che hanno scelto di rubare le criptovalute. I furti sono saliti al 50% durante il II semestre dell’anno che non è stato ancora chiuso, e che ha visto responsabili del 21% nel campo del volume in dollari per tutti gli hack ed i furti del 2020 in questo settore.

I fondi rubati con il più grande hack nel corso del 2020, quello pari a 281 milioni di dollari che è hai danni di KuCoin avrebbero portato al riciclo mediante le piattaforme della DeFi. Nel 2019 questo volume è stato trascurabile, ma a causa del boom della DeFI nel corso del 2020 è esploso.

La CipherTrace ha fatto notare come i protocolli della DeFI mancano spesso di una conformità a livello normativo, rendendo così più possibile a chiunque accedervi con nessuna o con pochissime informazioni. Ecco perché sono un punto di riferimento oltre che un vero e proprio rifugio per chi deve riciclare denaro sporco.

Inoltre gli Smart Contract sui quali sono basati non sempre sono certificati, questi contengono una vulnerabilità che possono essere sfruttate facilmente così da coloro che sono malintenzionati.

La continua crescita della DeFI però potrebbe nel corso del tempo attrarre maggiormente l’attenzione delle autorità regolamentari. Infatti, il FATF prende in considerazione già da qualche tempo anche gli exchange di tipo decentralizzato, la FinCEN vorrebbe invece applicare ai DEX la medesima normativa degli ATM delle criptovalute.

Su questo piano anche la SEC, in particolar modo proprio per riuscire a concernere i rischi che possono sussistere da un punto di vista della frode di fondi. L’Unione Europea invece starebbe lavorando a una nuova proposta per un regolamento che prenderebbe il nome di MiCA Markets in Crypto Assets che potrebbe vietare agli exchange decentralizzati l’offerta dei servizi ai cittadini europei a meno che questi non si costituiscano in qualità d’entità giuridiche con una sede legale all’interno di uno Stato membro dell’Unione Europea.

In ogni caso, il successo della DeFi sta continuando, però inevitabilmente finirà per attrarre sempre di più l’attenzione non solo dei malintenzionati ma anche e sopratutto dei regolatori. 

Silvia Faenza

Laureata in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali all'Università del Salento, nel 2014. Dal 2015 si occupa della gestione dei contenuti per aziende e agenzie editoriali online, principalmente in qualità di ghostwriter, copywriter e web editor.

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