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Nicholas Maduro afferma che il Venezuela passerà completamente all’economia digitale

A riportarlo è l'agenzia di stampa Reuters

Il Venezuela si appresta a digitalizzare completamente la sua economia. A ribadire l’intenzione del presidente Nicholas Maduro, espressa in un recente discorso al Parlamento, è stata l’agenzia di stampa Reuters, la quale ha dedicato un vero e proprio rapporto al Paese.
Nel quale afferma che le banche venezuelane starebbero emettendo carte di debito per conti denominati in dollari USA, citando al proposito fonti familiari con la questione. Il tutto mentre il bolivar, la valuta nazionale, è diventato praticamente inutile a causa dei livelli record di iperinflazione che sono ormai tipici del Venezuela.

BTC Venezuela - Nicholas Maduro afferma che il Venezuela passerà completamente all'economia digitale

Gli effetti dell’embargo statunitense

La decisione di Maduro rientrerebbe in un pacchetto di riforme tese ad una certa liberalizzazione economica. Un atto teso a rispondere agli effetti devastanti dell’embargo di Washington, il quale continua a provocare seri danni all’economia del Paese sudamericano.
Ennesimo atto in direzione di una crescente digitalizzazione dell’economia in cui ha spiccato la decisione di varare la criptovaluta di Stato, il Petro. Che è andato ad affiancare il Bitcoin e le Altcoin più popolari nella vita di tutti i giorni.
Gran parte dei lavoratori a reddito fisso e i pensionati, infatti, non appena entrano in possesso dei loro emolumenti mensili sotto forma di bolivar sono soliti scambiarli in criptovaluta. Una mossa che consente loro di fare fronte a livelli di inflazione paurosi e tali da tradursi in pesantissime perdite del potere d’acquisto.

La dollarizzazione del Venezuela sarà parziale

La decisione di permettere la circolazione del dollaro statunitense, sembra ricalcare quella presa dal governo di El Salvador. Dove al colon già dal 2001 è stato affiancato il biglietto verde, per effetto della legge di integrazione monetaria approvata al tempo. La quale ha anche deciso un tasso di cambio di 8,75 colones per ogni dollaro. Nonostante il colon sia ancora tecnicamente a corso legale, non è praticamente più in circolazione e la sua utilizzazione è molto rara.
Allo stesso tempo, sembra che l’intenzione del governo sia di migliorare la liquidità e ridurre o eliminare le barriere al commercio. Senza però permettere una completa dollarizzazione dell’economia.
In pratica, il risultato di questo processo dovrebbe spingere ad una situazione abbastanza particolare. In cui il bolivar a poco a poco si trasformerà in una valuta per le transazioni, mentre il risparmio sarà gestito in dollari.

Cosa accadrà ora?

Secondo alcune fonti, già quattro istituti privati di medie dimensioni hanno iniziato a fornire le carte. Mentre anche il Banco del Tesoro, gestito dallo Stato, ha iniziato a sua volta a pubblicizzare una carta di credito in dollari USA sul suo sito ufficiale.
Occorre anche sottolineare  il fatto che dalle carte di credito in dollari sarebbero stati esclusi funzionari o uomini d’affari sanzionati dal governo degli Stati Uniti. Una decisione derivante dal loro collegamento a Nicholas Maduro. Al momento si tratta comunque di semplici voci o indiscrezioni, in quanto non sono ancora arrivati commenti ufficiali da parte delle istituzioni politiche o monetarie.
Intanto l’exchange P2P LocalBitcoins ha reso noto che proprio il Venezuela è ormai uno dei suoi principali mercati per quanto riguarda le attività di trading BTC. Una notizia la quale si aggiunge a quella relativa a Circle, che ha collaborato con il governo di Caracas e Airtm al fine di fornire aiuti ai cittadini venezuelani utilizzando la stablecoin USDC.

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Dario Marchetti

Sono laureato in Lettere e Filosofia alla Sapienza di Roma, con una tesi sul confine orientale d'Italia alla fine della Prima Guerra Mondiale. Ho collaborato con svariati siti su molte tematiche e guidato il gruppo di lavoro che ha pubblicato il CD-Rom ufficiale della S.S. Lazio "Storia di un amore" e "Storia fotografica della Magica Roma".

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