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Ontario Securities Commission: QuadrigaCX era una truffa

Gerald Cotten - Ontario Securities Commission: QuadrigaCX era una truffa

La vicenda di QuadrigaCX continua a regalare un colpo di scena dopo l’altro. La morte del suo fondatore, Gerald Cotten, è sempre stata contornata da grandi dubbi. Espressi dai tanti utenti che hanno visto impossibilitato il rientro in possesso dei propri wallet a causa della scomparsa delle chiavi private ad essi riconducibili.
La vicenda è così finita sotto l’esame della magistratura, a seguito della marea di denunce e delle richieste di riesumare la salma di Cotten. In effetti, ormai, alla sua effettiva morte credono in pochi.

Secondo l’Ontario Securities Commission era uno schema Ponzi

A rinfocolare le polemiche ora arriva il giudizio formulato dall’Ontario Securities Commission, il quale non sembra lasciare molti dubbi al proposito: “La caduta della piattaforma di trading di cripto-attività QuadrigaCX è il risultato di una frode commessa dal co-fondatore e CEO Gerald Cotten di Quadriga”.
Un verdetto quindi senza appello e tale da non lasciare dubbi al proposito. Secondo l’OSC, QuadrigaCX era in pratica nulla più di un semplice schema Ponzi.
Il suo funzionamento era molto semplice: nel corso degli ultimi mesi la piattaforma non aveva praticamente più fondi e si limitava a far girare soldi dai depositi dei nuovi clienti in direzione degli altri, alla stregua di vere e proprie porte girevoli.

Una vera e propria voragine

QuadrigaCX era una vera e propria voragine, in cui sono finiti inghiottiti ben 215 milioni di dollari, ovvero l’insolvenza lasciata da Cotten all’atto del suo controverso decesso.
Ricapitolando, perciò, nella migliore delle ipotesi la morte di Cotten sarebbe reale e la notizia relativa alla perdita delle chiavi private un semplice escamotage messo in atto dai dirigenti dell’exchange per allontanare il rischio di una bancarotta fraudolenta. Nella peggiore, Cotten sarebbe ancora in vita, a godersi i proventi di una truffa clamorosa.

Le cifre non lasciano scampo a Cotten

Basta spulciare nel rapporto dell’Ontario Securities Commission per capire cosa sia riuscito a combinare Cotten. A partire dall’apertura di conti fittizi  tesi a falsificare il volume di transazioni su QuadrigaCX, commerciare con altri utenti utilizzando fondi inesistenti e quindi quelli reali per negoziare su altri scambi o incassare.
La Commissione ha stimato una perdita di circa 28 milioni di dollari nelle transazioni messe in piedi tramite altri exchange, 2 milioni prelevati da Cotten per sostenere un tenore di vita elevatissimo, la mancata contabilizzazione di 24 milioni e il sequestro di 46 milioni nell’ambito di altri procedimenti giudiziari.
Un modus operandi messo in atto sin dagli esordi, nel 2014, quando il fondatore dell’exchange aveva iniziato ad avocare a sé i fondi depositati e ad usarli in una lunga serie di operazioni poi fallite presso altre piattaforme di scambio.

Il giudizio su QuadrigaCX non coinvolge il settore

A far emergere il tutto è stata in pratica la crisi del 2018, quando il ribasso generalizzato dei prezzi ha praticamente reso del tutto evidente quanto stava accadendo.
L’unica nota positiva nel rapporto dell’OSC è da ravvisare nel fatto che il giudizio estremamente severo emesso su QuadrigaCX è da considerare limitato al suo particolare caso e non va a coinvolgere altri exchange. Resta però il fatto che una vicenda simile sembra un campanello d’allarme di non poco conto, il quale dovrebbe essere tenuto in considerazione da chi vuole fare trading di criptovalute in assoluta sicurezza.

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Dario Marchetti

Sono laureato in Lettere e Filosofia alla Sapienza di Roma, con una tesi sul confine orientale d'Italia alla fine della Prima Guerra Mondiale. Ho collaborato con svariati siti su molte tematiche e guidato il gruppo di lavoro che ha pubblicato il CD-Rom ufficiale della S.S. Lazio "Storia di un amore" e "Storia fotografica della Magica Roma".

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