Maggio 26, 2020
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Criptovalute

Ora è Visa a lanciare la propria moneta virtuale

Visa - Ora è Visa a lanciare la propria moneta virtualeSe nel corso degli ultimi mesi si è molto parlato di Libra, la moneta virtuale che dovrebbe alimentare Facebook, sembra invece farsi più concreta l’ipotesi relativa al prossimo debutto della nuova criptovaluta di Visa.

La maggiore rete internazionale di pagamenti digitali,  ha infatti provveduto a presentare una domanda di brevetto per una “valuta digitale/virtuale” basata su moneta FIAT. Una moneta digitale la quale, nei piani dell’azienda, dovrebbe avere tutti i vantaggi delle criptovalute, venendo però emessa da un “ente centralizzato”.

Perché Visa vuole una propria valuta virtuale

A spiegare il ragionamento che spinge Visa verso una criptovaluta è proprio la domanda di brevetto, pubblicata dall’Ufficio brevetti e marchi degli Stati Uniti (USPTO). Al suo interno, infatti, si sottolinea che le monete digitali sono in grado di evidenziare una serie di vantaggi rispetto al denaro tradizionale. Proprio per questo motivo l’azienda è intenzionata a mixare i punti di forza di entrambi i metodi di pagamento.
In particolare, gli asset virtuali sono in grado di dare vita a transazioni veloci e sicure, in quanto i dati inseriti in una rete blockchain non possono essere sottoposti a modifica una volta convalidati. Caratteristiche estremamente gradite dai consumatori, a differenza dell’accentuata volatilità ad essi collegata.

Visa punta ad eliminare il principio della decentralizzazione

Quello che distinguerà la moneta virtuale di Visa sarà la centralizzazione. Proprio il fatto di non rispondere ad una autorità centralizzata è da sempre una delle caratteristiche basilari del mondo cripto e Visa si appresta quindi ad infrangerlo. Ciò vuol dire che potrebbe essere un ente varato all’uopo o una banca centrale a sovrintendere la creazione dell’azienda.
Forse proprio per questo la domanda di Visa è stata accolta positivamente dal mondo finanziario a stelle e strisce. Il primo a esplicitare questo favore è stato Christopher Giancarlo, ex presidente della Commodity Futures Trading Commission (CFTC), il quale non ha mancato di sottolineare come proprio questa domanda di brevetto metta in evidenza l’intensa collaborazione che si sta realizzando tra le agenzie governative statunitensi e le società private.

La via giusta anche per Libra?

Le parole di Giancarlo sembrano una sorta di monito a Libra. La criptovaluta di Facebook è stata oggetto di un vero e proprio fuoco di sbarramento sin dalla notizia relativa al suo prossimo debutto. Una contrarietà la quale è fra l’altro andata crescendo dopo la pubblicazione del White Paper. Una pubblicazione improvvida, in quanto le ambizioni smodate in esso esplicitate hanno convinto ancora di più i politici della necessità di sbarrare la strada a Mark Zuckerberg. Sino a spingere alcuni di loro a chiedergli di stoppare del tutto il progetto.
Facebook, dal canto suo, sembra aver recepito il messaggio. Stando alle voci che stanno girando negli ultimi giorni, infatti, nella richiesta di licenza che è stata inoltrata presso la Finma, l’ente svizzero che si occupa della regolamentazione dei mercati finanziari, il nuovo progetto presenterebbe le modifiche che erano state chieste dal mondo politico in precedenza. A rivelarlo è stato Lars Schlichting, CEO di Poseidon Group.
Se ciò fosse vero, anche Libra potrebbe finalmente avviarsi verso il sospirato debutto sui mercati. Il quale, comunque, non dovrebbe avvenire prima della fine dell’anno, nella migliore delle ipotesi.

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