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Ora gli hacker puntano su Amazon per le loro truffe

hacker - Ora gli hacker puntano su Amazon per le loro truffe

Anche in tempi di coronavirus sembra che i truffatori informatici non abbiano alcuna intenzione di fermare le loro manovre. Se nelle passate settimane avevano puntato con molta forza sulla necessità di informarsi degli internauti varando siti dedicati al tema contenenti trappole che hanno il semplice scopo di sottrarre le credenziali di accesso, i dati di accesso e carpire codici bancari o di carte di pagamento ai malcapitati, ora va registrato l’ennesimo salto di qualità.

L’ultima tendenza delle cyber-truffe: Amazon

Come è emerso nel corso del lockdown, un gran numero di persone, anche in Italia, ha cercato di ovviare all’impossibilità di muoversi dalla propria abitazione ricorrendo agli acquisti online. Un settore in cui il punto di riferimento indiscusso è ormai da tempo Amazon.
Sono quindi stati approntati dei siti di phishing che simulavano la richiesta di informazioni da parte dell’azienda al fine di sbloccare l’account sottoposto a precedente limitazione.
In pratica i truffatori inviano una comunicazione di posta elettronica alla potenziale vittima, confidando che questa utilizzi realmente Amazon e avvertendola del blocco in atto. Alla mail è accluso un link che va appunto a sfociare nel sito incriminato, ove si richiedono dati sensibili per ovviare al problema.

Il consiglio degli esperti: massima prudenza

Quando si mettono in pratica queste truffe, che sono ormai una vera e propria consuetudine nella nostra casella di posta elettronica giorno dopo giorno, si confida sull’avventatezza delle vittime. Troppi internauti, infatti, ancora si attardano in comportamenti privi di alcuna forma di prudenza, favorendo in tal modo il compito dei malintenzionati.
Proprio per questo le case specializzate nell’azione di contrasto alla criminalità informatica hanno da tempo varato una sorta di decalogo rispettando il quale i rischi si ridurrebbero al minimo. Tra i consigli forniti quelli di non navigare su siti sospetti e non cliccare sui link contenuti all’interno delle missive di posta elettronica. Le aziende serie, infatti, specificano nelle loro comunicazioni che le comunicazioni inviate non prevedono una risposta.

Il continuo aggiornamento dei truffatori

Quanto sta accadendo con lo sfruttamento del nome di Amazon, dimostra ancora una volta il continuo aggiornamento cui si dedicano i truffatori del web.
Una caratteristica che era già emersa nel corso degli ultimi mesi, quando erano stati da loro utilizzati fatti di cronaca come il tragico decesso di Kobe Bryant o il conferimento di prestigiosi premi musicali per dare vita a wallpaper o files musicali contenenti trojans o malware.
Come del resto sono state utilizzate le tante notizie che si sono rincorse in maniera frenetica da quando il Covid-19 ha in pratica rivoluzionato la vita di miliardi di persone in ogni parte del mondo.
Il caso delle finte missive recanti il logo di Amazon è la conferma di questa attitudine e della pericolosità dei cyber-truffatori.
Contrastarli non sarebbe neanche eccessivamente complicato, considerato come basterebbero misure di sicurezza abbastanza semplici da attuare. Il problema vero è che troppi utenti continuano a navigare sul web senza tenere conto che lo stesso è infestato dalla pandemia rappresentata da criminali informatici che non si fanno alcuno scrupolo per provare a raggirare il prossimo. Un fatto che bisognerebbe iniziare a tenere nel debito conto, per non ritrovarsi a dover contare i danni da loro prodotti.

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Dario Marchetti

Sono laureato in Lettere e Filosofia alla Sapienza di Roma, con una tesi sul confine orientale d'Italia alla fine della Prima Guerra Mondiale. Ho collaborato con svariati siti su molte tematiche e guidato il gruppo di lavoro che ha pubblicato il CD-Rom ufficiale della S.S. Lazio "Storia di un amore" e "Storia fotografica della Magica Roma".

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