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Ora il coronavirus rischia di travolgere anche BTC

mascherine contro coronavirus - Ora il coronavirus rischia di travolgere anche BTC

Se nelle settimane passate in molti avevano predetto una esplosione della quotazione del Bitcoin per effetto del panico indotto sui mercati dall’emergenza coronavirus, ora sembra che neanche le criptovalute siano al riparo dalla tempesta che monta. Proprio BTC, infatti, è stato travolto nelle ultime ore dai ribassi generati dall’ondata di panico che sta caratterizzando le Borse mondiali.
Mentre il pensiero corre naturalmente alle peggiori crisi borsistiche della storia, a partire dal celebre Black Monday del 1987 e dal crollo di Wall Street che nel 1929 aprì la strada alla Grande Depressione, l’opinione pubblica si interroga anche sulle divise virtuali.

Il crollo di Bitcoin

Se qualche analista pensava che la soglia dei 6mila dollari potesse essere trasformata da BTC in un supporto, l’idea si è subito rivelata una pia illusione. La regina delle criptovalute, infatti, ha perso nel giro di una sola ora il 20% del suo valore, confermando, ma stavolta in negativo, la sua clamorosa volatilità.
Un deprezzamento che gli osservatori hanno ricondotto all’annuncio di Donald Trump relativo al divieto di viaggiare all’interno degli Stati Uniti. Il tutto nell’ambito di un quadro desolante: le attività di trading sono infatti state sospese per 15 minuti, dopo aver fatto registrare una perdita del 7% subito dopo l’apertura di stamattina a New York. Il Dow Jones è sceso del 9%, come del resto l’indice S&P500.
Se New York piange, a ridere non è del resto il resto delle Borse mondiali, se si pensa che l’indice britannico FTSE 100 ha dovuto piegarsi alla giornata peggiore dal Black Monday.

Addio all’ambizione di essere un bene rifugio

Se nel corso degli ultimi mesi in molti avevano accreditato la possibile trasformazione di BTC in un vero e proprio bene rifugio, le ultime ore si sono incaricate di distruggere letteralmente questa affermazione. Se, infatti, il Bitcoin ha ceduto di schianto, l’oro fisico ha invece lasciato sul campo solo il 2,5% rispetto alla giornata precedente.
Nulla a fronte del vero e proprio terremoto che ha accomunato gli asset digitali e quelli finanziari. Tanto da spingere Peter Schiff ad affermare che la creazione attribuita a Satoshi Nakamoto ha perso la nomea di “oro digitale” di cui era stata accreditata.

Anche per Bitcoin il futuro si prospetta grigio

A rendere ancora più critico il quadro, per i fautori delle criptovalute, ha poi concorso un altro fatto di non secondaria importanza. Di fronte a quanto sta accadendo, infatti, molti governi nazionali hanno annunciato l’intenzione di promuovere un piano di stimoli all’economia. In tal modo i mercati saranno inondati da liquidità creata dal nulla. Una risposta quindi di vecchio tipo, che potrebbe essere una botta micidiale per le velleità di innovazione degli asset digitali.
Le criptovalute, infatti, hanno fondato buona parte delle proprie fortune sulle velleità di democratizzazione rispetto ad un sistema finanziario sempre più chiuso. Quanto sta accadendo in queste ore ha in pratica smontato decenni di teorizzazioni e riportato le lancette dell’orologio all’indietro, con un gran numero di analisti che ora si convertono a ricette di tipo keynesiano. Tali quindi da spingere il sistema finanziario a sostenere i consumi, a costo di promuovere inflazione. Erodendo in tal modo gli spazi di manovra di BTC e Altcoin, che potrebbero tornare ad essere confinati alle transazioni online.

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Dario Marchetti

Sono laureato in Lettere e Filosofia alla Sapienza di Roma, con una tesi sul confine orientale d'Italia alla fine della Prima Guerra Mondiale. Ho collaborato con svariati siti su molte tematiche e guidato il gruppo di lavoro che ha pubblicato il CD-Rom ufficiale della S.S. Lazio "Storia di un amore" e "Storia fotografica della Magica Roma".

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