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Orchid, la volatilità è all’ordine del giorno

OXT continua ad oscillare con grande forza

La volatilità è da sempre una delle caratteristiche più evidenti delle criptovalute. Tanto da costituire un vero e proprio motivo di attrazione per i trader i quali amano correre qualche rischio aggiuntivo pur di riuscire a ritagliarsi rendimenti più alti.
Se si parla molto del Bitcoin in tal senso, probabilmente a sproposito, considerando una certa stabilità acquisita dalla creazione di Satoshi Nakamoto, c’è però un altro token che ormai dal suo esordio sul mercato sta mettendo in evidenza dosi massicce di volatilità. Stiamo parlando di Orchid. Andiamo quindi a conoscerlo meglio e a cercare di capire questa sua tendenza.

Orchid - Orchid, la volatilità è all’ordine del giorno

Cos’è Orchid

Orchid Protocol è un progetto il quale si propone di sfruttare le tecnologie del Web 3.0 al fine di garantire agli utenti un maggiore livello di riservatezza.
Il token ha fatto il suo debutto nel corso del 2017 e, dopo la sua inclusione nelle quotazioni di CoinBase Pro, a dicembre del 2019 ha provveduto a lanciare una prima rete incentivata di privacy peer-to-peer.
Per riuscire nell’intento il suo gruppo di sviluppo ha abilitato una VPN (Virtual Private Network) decentralizzata la quale permette agli utenti di acquistare larghezza di banda da un pool globale di fornitori. Per VPN si intende un servizio che impedisce l’individuazione di un computer, permettendo così di navigare in maniera anonima.
A fungere da propellente per il sistema congegnato è il suo utility token OXT. Proprio da questo gli esperti fanno risalire le grandi oscillazioni del suo prezzo, ovvero dalla domanda di larghezza di banda. La quale può con tutta evidenza crescere e decrescere a seconda delle esigenze del momento.

Le spiegazioni di Steven Waterhouse

Interpellato sullo strano comportamento di Orchid, non comune neanche in un settore ove la volatilità è praticamente di casa, il CEO dell’azienda, Steven Waterhouse, ha dal canto suo affermato che non è particolarmente interessato, o preoccupato, delle oscillazioni fatte registrare sin qui dal token. Motivando le sue parole con il fatto che l’attenzione dei vertici aziendali è più focalizzata sul lungo termine.
Spiegazioni a quanto sembra convincenti, stando almeno alla reazione di CoinBase. Che non solo ha incluso Orchid nelle contrattazioni della versione Pro, ma lo ha anche lanciato sulla sua piattaforma principale. Riservandosi inoltre la possibilità di allargarne l’offerta alla piattaforma Earn. In tal modo diventerebbe possibile per i suoi utenti conoscere meglio OXT, ricevendo alcuni token a titolo gratuito.

Il debutto di Orchid su Apple Store

Oltre al debutto su CoinBase, Orchid ha peraltro messo a segno un altro buon colpo d’immagine nel corso dell’estate. Quando ha fatto il suo ingresso all’interno dell’Apple Store, con benefici immediati proprio sulla quotazione, aumentata dell’11% non appena la notizia si è diffusa. Va peraltro sottolineato che più di qualche esperto ha trovato strana la decisione di Apple, alla luce delle politiche estremamente restrittive della casa. Al tempo stesso, l’evento è stato evidentemente giudicato come la pratica conferma della bontà del progetto.
Occorre anche segnalare come gli utenti della nuova app per iPhone di Orchid abbiano la facoltà di acquistare un account all’interno dell’app pagandolo in dollari statunitensi. Senza quindi dover impiegare denaro digitale nel corso del processo. Un modus operandi il quale sembra il più indicato per spingere un gran numero di utenti ad abbracciare il progetto Orchid.

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Dario Marchetti

Sono laureato in Lettere e Filosofia alla Sapienza di Roma, con una tesi sul confine orientale d'Italia alla fine della Prima Guerra Mondiale. Ho collaborato con svariati siti su molte tematiche e guidato il gruppo di lavoro che ha pubblicato il CD-Rom ufficiale della S.S. Lazio "Storia di un amore" e "Storia fotografica della Magica Roma".

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