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Passa la proposta di tassare il mining di Zcash

zcash - Passa la proposta di tassare il mining di Zcash

Se la proposta di tassare il mining di Bitcoin Cash sta sollevando notevoli polemiche tra coloro che partecipano all’attività di calcolo necessaria per estrarre i blocchi, sembra invece andare diversamente nella comunità raggruppata intorno a Zcash. Proprio in queste ore, infatti, è stata resa nota l’approvazione di una tassa a carico dei miners, tesa a favorire lo sviluppo del token.

Il comunicato di Electric Coin Company

A rendere noti i risultati della votazione è stata Electric Coin Company (ECC). A seguito di quanto deciso dalla comunità, quindi, dalla ricompensa spettante ai miners sarà detratta una percentuale del 20% con la quale sarà creato un fondo. Il fondo, a sua volta, sarà ripartito nel seguente modo:
– 35% a ECC;
– 25% a Zcash Foundation;
– 40%  a premiare il supporto e gli sforzi portati avanti da terze parti.
Va anche precisato che la tassa in questione non sarà applicata nell’immediato, ma solo una volta che sarà stato compiuto l’halving, previsto per il prossimo autunno. Ogni fondo della relativa divisione avrà inoltre un tetto fissato a 700mila dollari al mese, come ricordato all’interno della ZIP 1014.
Per quanto riguarda la privacy, non accadrà praticamente nulla. I miners non dovranno in pratica fare nulla dal lato utente, mentre la curva di emissione monetaria rimarrà invariata, in quanto i premi rimangono gli stessi, con la detrazione del 20% a favore del fondo.

Fondamentale la condivisione del progetto

L’assenso della comunità raggruppata intorno a Zcash dimostra che quando i progetti vengono condivisi, stimolando in tal modo la partecipazione di tutti, è possibile anche chiedere sacrifici economici agli interessati. Una lezione che sembra non essere stata invece fatta propria dal team di sviluppo di Bitcoin Cash, ove invece si sono levate non poche voci contrarie a quanto sta accadendo. Una contrarietà derivante proprio dal fatto che in quel caso, la decisione di tassare il mining è stata vissuta alla stregua di una vera e propria imposizione calata dall’alto.

I malumori dei miners di Bitcoin Cash

Nel caso di BHC la proposta, che prevede l’istituzione di una tassa del 12,5%, è stata infatti vissuta come un vero e proprio diktat da parte degli attori di maggior peso. Che, da parte loro, non hanno fatto praticamente nulla per tendere una mano ai contrari, prevedendo anzi l’abbandono dei blocchi di coloro che non dovessero aderirvi, escludendoli in pratica dalla blockchain.
Si tratta di una mossa maldestra, soprattutto se si considera che un tale modus operandi va in pratica a sconfessare l’afflato egualitario su cui si sono basate sin dall’inizio le criptovalute. Se l’intento è quello di rendere più democratico il sistema, come si spiega il fatto che una decisione così importante venga in pratica calata dall’alto sugli anelli più deboli della catena?
Un vero e proprio errore concettuale, che invece è stato evitato dalla comunità di Zcash. La scelta di un modello fondato sulla condivisione sembra in effetti aver fatto breccia tra i miners, evitando qualsiasi tipo di polemica e rafforzando in pratica lo spirito di comunità. Una lezione da tenere presente per il futuro, considerato che altre community potrebbero decidere di seguire la strada di un contributo da parte dei miners per poter portare avanti i piani di sviluppo dei progetti.

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Dario Marchetti

Sono laureato in Lettere e Filosofia alla Sapienza di Roma, con una tesi sul confine orientale d'Italia alla fine della Prima Guerra Mondiale. Ho collaborato con svariati siti su molte tematiche e guidato il gruppo di lavoro che ha pubblicato il CD-Rom ufficiale della S.S. Lazio "Storia di un amore" e "Storia fotografica della Magica Roma".

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