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Polkadot è il nuovo Ethereum Killer, secondo Bloomberg

Ma in molti ritengono non alternativi i due progetti

Già nel passato qualcuno si era proposto in veste di Ethereum Killer, ovvero del progetto in grado di assestare il colpo di grazia alla creazione di Vitalik Buterin. Tra coloro che ci hanno provato si è distinto in particolare Tron, grazie alle trovate pubblicitarie del suo mentore, Justin Sun.
All’elenco va ora ad aggiungersi Polkadot, almeno stando a quanto affermato da Bloomberg. Secondo la rivista, infatti, potrebbe avere il giusto potenziale per andare a sostituire Ethereum nel lungo termine.

Cattura 6 - Polkadot è il nuovo Ethereum Killer, secondo Bloomberg

Cos’è Polkadot

Polkadot è un progetto nato di recente, coronato da notevole successo. Dopo la sua migrazione sulla mainnet, avvenuta nel corso del mese di luglio, ha attirato un grande numero di investitori, creando una corrente ascensionale la quale gli ha permesso di scalare la graduatoria delle criptovalute in termini di capitalizzazione, raggiungendo l’ottava posizione in quella di CoinMarketCap.
Il progetto ha un preciso legame con Ethereum, quello rappresentato da Gavin Wood, che dopo aver contribuito alla sua fondazione, ha poi lavorato in qualità di Chief Technical Officer presso l’Altcoin più famosa in assoluto.
Va comunque sottolineato come nonostante i due progetti siano correlati, gli esperti del settore affermano che i loro obiettivi sono da considerare significativamente diversi. Quindi il successo dell’uno non impedirebbe quello dell’altro.

Quali le differenze tra Polkadot e Ethereum?

Mentre Ethereum si propone come strumento per gli sviluppatori che intendano programmare, eseguire e testare le dApp utilizzando contratti intelligenti, Polkadot, offre loro la possibilità di creare la propria blockchain in grado di stabilire un collegamento con strutture analoghe. Saranno gli stessi sviluppatori a decidere in autonomia il livello delle commissioni di transazione e la velocità con cui le stesse saranno confermate.
Una differenza che ha spinto Kelvin Koh, Managing Partner di Sparta Group, ad affermare che a suo parere Polkadot non solo non rappresenta un concorrente diretto di Ethereum, ma che potrebbero esserci importanti sinergie tra di loro.

Dan Morehead non è dello stesso avviso

Di parere assolutamente contrario è invece Dan Morehead, il CEO di Pantera Capital. Il quale ritiene che Polkadot sia in effetti un concorrente diretto di Ethereum. Pur avendo al momento solo il 10% della capitalizzazione di mercato di ETH, il progetto possiede comunque un potenziale elevato, secondo lui.
Una affermazione la quale trae la sua validità proprio dal dato relativo agli sviluppatori. Se Polkadot ne vanta ancora un numero minore rispetto a Bitcoin ed Ethereum, va comunque sottolineato come a fronte di una diminuzione di quelli che si dedicano ad essi, ha fatto registrare un notevole aumento in tal senso. Pari al 44% nel corso del secondo trimestre dell’anno in corso.

Aumenta il numero di progetti basati su Polkadot

Altro dato da valutare è poi quello relativo al numero di progetti incentrati su Polkadot. Che sono attualmente 253, i quali spaziano dalle stablecoin, ad esempio Tether, ai social network. Sulla base del tracker di PolkaProject, tale numero era inferiore a 200 all’inizio di settembre. Momento dal quale ha iniziato una forte accelerazione che dimostra l’importanza che sta assumendo Polkadot.
Per capire meglio il dato, occorre ricordare come a detta di alcuni esperti del settore, proprio l’attività degli sviluppatori può essere considerata una potente metrica in grado di riflettere il reale valore di un progetto. Per capire però se Polkadot possa effettivamente essere l’Ethereum Killer preconizzato da Bloomberg, occorrerà attendere del tempo, quello ad esso necessario per consolidare basi molto promettenti.

Dario Marchetti

Sono laureato in Lettere e Filosofia alla Sapienza di Roma, con una tesi sul confine orientale d'Italia alla fine della Prima Guerra Mondiale. Ho collaborato con svariati siti su molte tematiche e guidato il gruppo di lavoro che ha pubblicato il CD-Rom ufficiale della S.S. Lazio "Storia di un amore" e "Storia fotografica della Magica Roma".

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