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Polkadot sarà il nuovo Ethereum?

Molti osservatori accreditano tale ipotesi

Nel corso dell’ultimo anno, Ethereum ha messo a segno una crescita nell’ordine del 266%. Ovvero il doppio rispetto a quella messa a segno da Bitcoin nello stesso arco temporale.
Un andamento il quale, però, ha avuto un effetto secondario non proprio trascurabile e foriero di conseguenze. Molti investitori esperti di asset digitali stanno infatti acquistando token associati a blockchain emergenti i quali potrebbero riuscire ad erodere quote di mercato della rete Ethereum. Tra di essi una menzione particolare spetta a Polkadot, che dalla sua accettazione sugli exchange, avvenuta nel mese di agosto, ha fatto registrare una crescita superiore al 44%, contro l’8% messo a segno da Ether.

Cattura 6 - Polkadot sarà il nuovo Ethereum?

Cos’è Polkadot e perché se ne parla molto

Polkadot è un progetto varato tra gli altri da Gavin Wood, il quale si era distinto in precedenza proprio per la partecipazione al varo di Ethereum. Tra gli obiettivi che si prefiggeva in partenza il gruppo delegato al suo sviluppo, c’erano in particolare l’interoperabilità con altre blockchain e la scalabilità.
Il primo perseguito facendo leva sul framework Substrate, che consente a chiunque di costruire una blockchain su Polkadot, permettendo al suo ecosistema di espandersi con grande rapidità.
Il secondo è stato portato avanti tramite lo sharding e l’architettura modulare. I quali permettono a Polkadot di ottimizzare i flussi e la gestione delle transazioni al suo interno.

L’importanza del concetto di parachains

Altro concetto assolutamente fondamentale in Polkadot è quello di parachain. Di cosa si tratta? In pratica di blockchain le quali possono eseguire un throughput di transazione più elevato rispetto a Ethereum. Reso tale dalla presenza di un design più sofisticato.
Secondo Peter Mauric, responsabile degli affari pubblici di Parity Technologies, il termine parachains non sarebbe altro che l’abbreviazione di “blockchain parallele”. Nel corso di una intervista rilasciata a CoinDesk, lo stesso Mauric ha affermato che utilizzandone più di una sarebbe possibile elaborare più transazioni di una singola blockchain in quanto le transazioni verrebbero ad essere distribuite su più computer.
Parity Technologies è un’azienda europea che ha assunto un ruolo chiave nello sviluppo di Polkadot. Ad essa, infatti, è affidata la creazione di strumenti per la piattaforma open source del progetto, tra cui, appunto Substrate.

I progetti incentrati su Polkadot

Attualmente sarebbero oltre 230 i progetti incentrati sulla blockchain di Polkadot. Tra i quali vanno ricordati  Interlay, il quale sta lavorando con lo scopo di lanciare un progetto chiamato “PolkaBTC” nel 2021, e il fornitore di liquidità cross-chain Equilibrium, che rappresenterà a sua volta il primo progetto Polkadot ad essere verificato da Quantstamp.
Proprio i progetti in questione stanno cercando di spazzare via l’ipotesi di un Polkadot visto alla stregua di Ethereum killer, ovvero del progetto destinato a spazzare via l’egemonia di Ether nel settore della finanza decentralizzata. Puntando invece a presentarlo come un complemento dell’ecosistema generale, non un rivale.
Ciò non toglie che Polkadot sta mettendo in rilievo alcune caratteristiche che potrebbero in effetti portarlo in attrito con Ethereum. A partire dal fatto di non essere identificato con una figura come quella di Vitalik Butherin per quanto riguarda la governance. E dalla capacità di spazzare via problemi come i colli di bottiglia e throughput di transazione che stanno limitando non poco Ethereum. Come del resto ampiamente testimoniato dall’elevata congestione e dalle commissioni di transazione registrate sulla rete nel corso degli ultimi mesi.

Dario Marchetti

Sono laureato in Lettere e Filosofia alla Sapienza di Roma, con una tesi sul confine orientale d'Italia alla fine della Prima Guerra Mondiale. Ho collaborato con svariati siti su molte tematiche e guidato il gruppo di lavoro che ha pubblicato il CD-Rom ufficiale della S.S. Lazio "Storia di un amore" e "Storia fotografica della Magica Roma".

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