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Privacy coins: ora è il Congresso ad interessarsene

L'anonimato sotto accusa da parte della politica statunitense

Il problema rappresentato dalle privacy coins, le criptovalute ad elevato tasso di riservatezza, continua ad agitare il mondo politico statunitense e non solo. Come dimostra quanto accaduto nel corso di una seduta della sottocommissione della Camera per la sicurezza nazionale, lo sviluppo internazionale e la politica monetaria. Durante la quale sui delicati aspetti ad esse collegate sono stati interrogati alcuni esperti di crittografia.

AltRight Capitol Hill - Privacy coins: ora è il Congresso ad interessarsene

Di cosa si è discusso alla Camera dei Rappresentanti

La sottocommissione della Camera per la sicurezza nazionale, lo sviluppo internazionale e la politica monetaria degli Stati Uniti ha dato vita ad una seduta estremamente interessante. Nel corso della quale sono stati interrogati gli esperti sui metodi di finanziamento del terrorismo e su come il denaro digitale sia stato utilizzato nel corso della rivolta del passato 6 gennaio, culminata nell’assalto dell’estrema destra al Campidoglio.
La seduta era stata richiesta da un gruppo di deputati proprio per cercare di chiarire quanto accaduto prima dell’assalto a Capitol Hill. Anche alla luce di quanto era stato rivelato da Chainalysis subito dopo i fatti. Ovvero il trasferimento di Bitcoin per un totale di oltre mezzo milione di dollari a varie personalità dell’estrema destra. Alcune delle quali erano poi state identificate tra i manifestanti nel corso della sommossa del 6 gennaio.

Il legame tra estrema destra e criptovalute

L’evento si preannunciava interessante a partire dal titolo: “Dollars Against Democracy: Domestic Terrorist Financing in Aftermath of Insurrection”.
Sin dalla prima domanda, espressa da Jim Himes, è stato chiaro come proprio il denaro digitale sarebbe stato il grande protagonista della discussione. E’ stato Daniel Rogers, CTO del Global Disinformation Index, a puntualizzare come proprio gli asset digitali siano stati largamente usati per fornire cospicui finanziamenti ai gruppi responsabili dell’assalto al Parlamento. Un modus operandi reso necessario dal fatto che le stesse organizzazioni si sono trovate la strada sbarrata dal circuito economico tradizionale.
Lo stesso Rogers, però, ha anche puntualizzato come il problema non si da ravvisare nell’anonimato vagheggiato dalle privacy coins. Il quale può essere facilmente aggirato dalle forze dell’ordine.

Le dichiarazioni di Daniel Glaser

Altre dichiarazioni di grande interesse sono poi arrivate da Daniel Glaser, ex assistente segretario per il finanziamento del terrorismo e i crimini finanziari. Il quale ha esordito ricordando come il Tesoro provveda alla raccolta di informazioni sui gruppi eversivi proprio attraverso il loro utilizzo da parte degli exchange. I quali sono obbligati a fornirle essendo attività di servizi monetari.
Di fronte ad una domanda di Stephen Lynch, presidente della Financial Technology Task Force, relativa proprio alla possibilità che i profili di privacy di alcune criptovalute possano favorire l’eversione, Glaser ha poi aggiunto come la stessa Janet Yellen abbia riconosciuto il loro potenziale di inclusione finanziaria. Ovvero abbia invitato il mondo della politica a non buttare il bambino con l’acqua sporca.

Le privacy coins dovrebbero essere vietate, secondo Glaser

Lo stesso Glaser ha poi precisato che, se è vero che gli asset digitali possono rivelarsi problematici in termini di finanziamento per il terrorismo, un uso accorto degli strumenti di contrasto a disposizione delle forze dell’ordine potrebbe rivelarsi decisivo in tal senso. Chiudendo però con una richiesta ben precisa: quella di vietare le criptovalute espressamente progettate per aggirare le norme antiriciclaggio. Una richiesta la quale sembra farsi sempre più largo nella politica a stelle e strisce.

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Dario Marchetti

Sono laureato in Lettere e Filosofia alla Sapienza di Roma, con una tesi sul confine orientale d'Italia alla fine della Prima Guerra Mondiale. Ho collaborato con svariati siti su molte tematiche e guidato il gruppo di lavoro che ha pubblicato il CD-Rom ufficiale della S.S. Lazio "Storia di un amore" e "Storia fotografica della Magica Roma".

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