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Ray Dalio: Bitcoin sarà messo fuori legge dai governi

Una previsione o una provocazione?

Bitcoin sarà messo fuori legge dai governi: a formulare questa previsione è un nome di non poco conto, ovvero Ray Dalio. Il fondatore del fondo di investimento Bridgewater Associates lo ha fatto nel corso di un recente podcast, affermando che anche l’icona crittografica farà la fine di altri beni rifugio, venendo messo al bando.
Il motivo di questo ostracismo è da individuare nel fatto che i governi intendono monopolizzare l’emissione di denaro. Quello digitale metterebbe in pericolo questo monopolio, essendo gestito da enti non centralizzati. Di conseguenza BTC sarà una vittima sacrificale in tal senso, come lo è stato l’oro in passato.

Ray Dalio - Ray Dalio: Bitcoin sarà messo fuori legge dai governi

Una posizione molto articolata

Le parole pronunciate da Ray Dalio devono essere prese con estrema serietà. Proprio in quanto pronunciate da un personaggio che non è assolutamente contrario alle criptovalute, tanto da avere investito su di esse.
La sua posizione è molto articolata e tiene in conto soprattutto fattori di carattere politico. Gli stessi che nel passato lo hanno spinto a evidenziare scetticismo sul Bitcoin, senza però evitare di investirci sopra.
Se nel passato le sue critiche al denaro virtuale erano rivolte in particolare alla troppo pronunciata volatilità, in questo caso la base del suo ragionamento è di carattere politico. Riprendendo quanto già affermato in un’intervista concessa a Yahoo Finance, Dalio ha ricordato che i governi non hanno alcuna intenzione di convivere con entità in grado di creare una concorrenza di carattere monetario. Un ragionamento il quale, in effetti, non fa una piega, soprattutto alla luce di quanto accaduto a Facebook.

Il precedente di Facebook sembra dare ragione a Ray Dalio

Com’è ormai noto, Facebook sta ormai da tempo lavorando al varo della sua criptovaluta. Il progetto, però, nato come Libra e poi trasformatosi in Diem, sin dalla sua apparizione ha destato grande contrarietà nel mondo politico. Tanto da spingere il gruppo di lavoro a modificarlo profondamente, per cercare di infrangere le resistenze. Con risultati comunque scarsi.
In particolare, a provocare il mal di pancia delle istituzioni sono state proprio le ambizioni espresse inizialmente. Nelle quali più di qualcuno ha ravvisato una sorta di entità sovrastatale, tale da proporsi come qualcosa di autonomo. Una forma di autonomia resa ancora più pericolosa dall’utilizzazione di una moneta, sia pur digitale.
Proprio quanto accaduto a Facebook dovrebbe spingere a prendere molto sul serio le affermazioni di Ray Dalio.

Lo scudo a Bitcoin potrebbe arrivare dai grandi investitori?

Nel caso di Bitcoin, però, un insperato aiuto potrebbe arrivare proprio dai grandi investitori. Ovvero da un mondo il quale, all’inizio, non aveva mancato di esternare la propria contrarietà nei confronti delle criptovalute.
Se Ray Dalio rappresenta un caso non eclatante di investitore in asset digitali, ci sono personalità del mondo economico e finanziario che hanno invece deciso di impegnarsi in grande. Basti pensare in tal senso a Elon Musk, il quale non solo ha investito in BTC e Dogecoin, ma ha anche per un certo periodo accluso l’icona crypto ai pagamenti permessi da Tesla. Salvo poi ripensarci, adducendo motivi di carattere ambientale.
La lista in questione è non solo lunga, ma tende ad allargarsi in continuazione. Un trend favorito dal fatto che l’inflazione nuovamente su livelli elevati spinge molti a guardarsi intorno alla ricerca di asset in grado di assicurare maggiori certezze in tal senso. La natura deflazionistica del Bitcoin è in effetti invitante, per questa particolare utenza, ma la politica potrebbe rappresentare un fattore di disturbo non indifferente.

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Dario Marchetti

Sono laureato in Lettere e Filosofia alla Sapienza di Roma, con una tesi sul confine orientale d'Italia alla fine della Prima Guerra Mondiale. Ho collaborato con svariati siti su molte tematiche e guidato il gruppo di lavoro che ha pubblicato il CD-Rom ufficiale della S.S. Lazio "Storia di un amore" e "Storia fotografica della Magica Roma".

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