News Crypto e cryptovalute

Ripple, in arrivo una nuova azione legale collettiva

L'impianto accusatorio è uguale a quello della SEC

Per Ripple i guai sembrano destinati a proseguire ancora a lungo. Dopo la decisione della Securities and Exchange Commission degli Stati Uniti, ora iniziano a fioccare azioni collettive da parte di coloro i quali si ritengono danneggiati dal comportamento dell’azienda.
L’ultima in tal senso è quella intentata da un residente in Florida, Tyler Toomey, il quale ha deciso di trarre le conseguenze dell’accusa mossa dalla SEC e relativa alla vendita di titoli non autorizzati da parte dell’azienda.

Ripple - Ripple, in arrivo una nuova azione legale collettiva

L’azione collettiva contro Ripple parte dalla Florida

Tyler Toomey afferma nella sua causa di aver acquistato 135 XRP nel novembre dell’anno passato. Spinto a farlo dalla crescita della loro quotazione. Quando il prezzo del token ha iniziato a flettere, a causa proprio dell’azione legale intentata dalla SEC ha deciso di vendere, accumulando una perdita pari a 48,50 dollari.
Una perdita abbastanza esigua, la quale però ha evidentemente fatto arrabbiare Toomey. Proprio perché Ripple non avrebbe potuto vendere titoli i quali non erano autorizzati dalle autorità competenti. E dai quali l’azienda californiana ha ottenuto un controvalore pari a 1,36 miliardi di dollari.

Lo stesso impianto accusatorio della SEC

In pratica, Toomey, il quale si muove anche a nome di altri querelanti dello stesso Stato, non ha fatto altro che replicare per filo e per segno l’impianto accusatorio della SEC. Accusando Ripple, il co-fondatore Chris Larsen, il CEO Brad Garlinghouse e molti altri membri anonimi del team fondatore di aver tratto un profitto ingiusto da una condotta chiaramente illegale.
Proprio Larsen e Garlinghouse, in effetti, hanno guadagnato oltre 600 milioni di dollari vendendo XRP. Un premio il quale, con tutta evidenza, è ritenuto assolutamente non meritato da Toomey e molti altri.

Per Ripple si tratta di una causa devastante

Per Ripple, la causa intestata dalla SEC, cui ora si stanno accodando altri, è in effetti devastante. Come si può comprendere dalla messa al bando di XRP da parte di un gran numero di exchange. I quali hanno ritenuto assolutamente consigliabile sganciarsi da quello che viene visto come un treno perdente.
Continuare le contrattazioni relative al token di Ripple, in effetti, potrebbe esporre le piattaforme di scambio a conseguenze legali simili a quelle che potrebbero colpire l’azienda nel caso ne fosse riconosciuta la colpevolezza. Una ipotesi assolutamente non remota, considerato come la SEC abbia avuto sette lunghi anni per fornire solide basi alla sua causa.

Le ultime sul caso Ripple

Nel corso delle ultime ore, la saga relativa a Ripple si è arricchita di un nuovo episodio. Brad Garlinghouse, infatti, ha rivelato su Twitter di aver cercato un accordo preventivo con la SEC, teso a chiudere la questione senza arrivare nelle aule di tribunale. Un tentativo il quale è però stato rigettato dalla commissione che, con tutta evidenza,  pensa di avere tutte le carte in mano utili per poter arrivare a dama.
Se le dichiarazioni del CEO hanno permesso a XRP di riguadagnare terreno, la situazione intorno a Ripple continua ad essere molto problematica. E rischia di esserlo ancora a lungo, considerato come questo genere di cause duri molto a lungo. Va comunque ricordato che la causa riguarda esclusivamente gli Stati Uniti e che il 95% delle negoziazioni concernenti XRP avvenga fuori dal territorio dell’Unione. Per gli utenti non statunitensi, quindi, al momento non cambia assolutamente nulla.

Comprare Criptovalute? Exchange Binance Binance

Dario Marchetti

Sono laureato in Lettere e Filosofia alla Sapienza di Roma, con una tesi sul confine orientale d'Italia alla fine della Prima Guerra Mondiale. Ho collaborato con svariati siti su molte tematiche e guidato il gruppo di lavoro che ha pubblicato il CD-Rom ufficiale della S.S. Lazio "Storia di un amore" e "Storia fotografica della Magica Roma".

Post simili

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button