Maggio 26, 2020
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Criptovalute

Ripple si avvia verso transazioni anonime?

 

Ripple - Ripple si avvia verso transazioni anonime?La proposta di Nikolaos Bougalis, capo del team di sviluppo C++ presso Ripple, sembra destinata a far discutere non poco. La soluzione da lui evocata, infatti, avrebbe il potere di rendere le transazioni di XRP anonime.
In un momento in cui proprio l’anonimato viene visto con notevole fastidio dalle istituzioni politiche e monetarie, il progetto di Bougalis sembra fatto apposta per suscitare un vero e proprio fuoco di sbarramento. Anche perché proveniente dall’interno di un’azienda che collabora attivamente con il sistema bancario.

Perché la proposta di Bougalis desta preoccupazione?

Il funzionamento di Ripple, ad oggi, è abbastanza simile a quello che caratterizza la blockchain di Bitcoin. Le transazioni di Ripple sono infatti basate su dei tag che rendono possibile il recupero di tutte le informazioni relative al ledger. In tal modo permettono di risalire a tutte le transazioni precedenti che hanno coinvolto quell’indirizzo. Grazie a questo modus operandi diventa peraltro possibile ricostruire i vari spostamenti dei token XRP, tracciandone anche l’utilizzazione futura.
Non solo: su Ripple, infatti, nonostante il numero di possibili combinazioni di tag di destinazione si attesti ad oltre 4 miliardi di combinazioni, è sempre possibile, pur con notevoli sforzi, tracciare tutta la transazione fino all’indirizzo di partenza. In tal modo si può anche risalire alla persona che ha utilizzato l’indirizzo esaminato.

La proposta di Bougalis: oscurare i tag

Proprio i tag sono al centro della proposta di Bougalis. Nelle sue intenzioni, infatti, dovrebbero essere occultati, rendendo di conseguenza molto problematico tracciare la transazione avvenuta e, quindi, aumentando in maniera esponenziale la privacy.
La proposta, pur molto controversa proprio in considerazione della fama di criptovalute come Monero, che fanno proprio del livello di privacy il loro maggiore atout, ha comunque riscosso notevole apprezzamento da molti utenti. Probabilmente quelli più interessati a transazioni anonime, o quasi.

Verso livelli di privacy sempre più elevati?

La corsa ad una privacy sempre maggiore, del resto, ha ultimamente contagiato una buona parte delle divise digitali più note. Se Ripple è ancora in fase di discussione, altre blockchain hanno già intrapreso la strada indicata da Bougalis.
In particolare lo hanno fatto ZCash, Tezos e Ethereum. Una tendenza che, se da un lato sembra trovare notevole gradimento tra gli utenti, dall’altro sembra fatta apposta per destare preoccupazioni sempre maggiori nella politica. I governi nazionali, infatti, sono ormai da tempo in lotta contro l’evasione fiscale, che sottrae ingenti risorse al fisco, costringendoli a mantenere elevati livelli di tassazione. Sforzi che potrebbero essere vanificati con mosse di questo genere.

Criptovalute come lavanderia di capitali sporchi?

Va poi sottolineata la preoccupazione per il fatto che le monete virtuali possano tramutarsi in una sorta di lavanderia di capitali sporchi. Una accusa elevata nel passato da alcuni settori del mondo finanziario tradizionale, in particolare da Davide Serra, il fondatore di Algebris.
Se i sostenitori degli asset digitali avevano al tempo risposto affermando che proprio le modalità di funzionamento di BTC e Altcoin rendesse in realtà più facile tracciare i capitali, ora la rinnovata propensione del mondo cripto verso maggiori livelli di anonimato potrebbe far rispuntare quelle accuse. Offuscando non poco la reputazione di un settore che pure sembra ansioso di essere elgittimato agli occhi dell’opinione pubblica.

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