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Shopify entra in Libra Association

Shopify - Shopify entra in Libra Association

Nel corso degli ultimi mesi, l’attenzione mediatica suscitata da Libra, la criptovaluta di Facebook, si è notevolmente allentata. Una caduta di attenzione derivante con ogni probabilità dalle reazioni contrarie suscitate a livello istituzionale dalla nuova creatura di Mark Zuckerberg.
C’è però una notizia che potrebbe di nuovo far convergere le attenzioni dell’opinione pubblica su Libra. Andiamo a vedere di cosa si tratti e in cosa risieda il suo interesse.

Shopify entra nella Libra Association

Shopify, gigante del commercio elettronico canadese, è entrato a far parte di Libra Association, la fondazione chiamata a sostenere la stablecoin di Facebook. Una notizia in controtendenza, se si pensa che nei mesi passati altri attori inizialmente entrati nel progetto, come Mastercard, Visa e eBay avevano a loro volta abbandonato la nave.
A darne la notizia è stata proprio la piattaforma di e-commerce operante in Canada, in un comunicato ufficiale datato 21 febbraio. In particolare Shopify collaborerà alla creazione di una rete di pagamento globale all’interno della Libra Association. L’operatore ospita oltre un milione di commercianti e rappresenta quindi una realtà notevole, anche se la sua notorietà non è certo pari a quella delle aziende che hanno abbandonato Libra. Nonostante ciò, la Libra Foundation ha reagito con grande entusiasmo all’evento, postando un messaggio su Facebook in cui si indica l’azienda canadese alla stregua di un “partner incredibile”.

Il comunicato di Shopify

La stessa Shopify ha poi spiegato i motivi che l’hanno spinta ad entrare in Libra Association. Che sarebbero da ricercare nel fatto che l’attuale architettura finanziaria tradizionale non è stata varata con il compito di servire alle esigenze di Internet, che sono diverse anche in termini di grandezza. Proprio per risolvere i gravi problemi in termini di rapidità, convenienza e sicurezza che caratterizzano gli attuali metodi di pagamento, la piattaforma ha dunque deciso di aderire al progetto Libra.
La notizia sembra destinata a rilanciare il dibattito intorno alla stablecoin di Facebook, dopo una serie di abbandoni che avevano fatto dubitare non poco gli analisti sulla effettiva validità del progetto di Zuckerberg.

Restano le perplessità delle istituzioni

Nel frattempo, va registrato come Libra desti ancora notevoli resistenze negli ambienti istituzionali e politici. Se il primo a muoversi per ostacolare il progetto era stato il Congresso degli Stati Uniti, l’opposizione si è poi allargata anche all’Unione Europea, che ha fatto sapere di recente di non sapere come muoversi in relazione alla criptovaluta di Facebook.
Una serie di resistenze che sono abbastanza comprensibili alla luce delle grandi ambizioni esplicitate dal White Paper di Libra, tali da spingere alcuni analisti a giudicare il progetto un vero e proprio assalto al potere imperiale del dollaro. In grado, quindi, di andare a sconvolgere assetti geopolitici ormai consolidati.

La questione della criptovaluta cinese

Va peraltro sottolineato come alcuni analisti inizino a guardare con una certa perplessità alle resistenze frapposte dalle istituzioni statunitensi nei confronti di Libra. Soprattutto alla luce del fatto che ad attaccare il potere imperiale del dollaro, nei prossimi anni, potrebbe essere la CBDC cinese, per la quale è già iniziata la fase di test.
Secondo questi osservatori, in pratica, gli Stati Uniti si starebbero preoccupando troppo di Libra e troppo poco delle mosse di Pechino. Un atteggiamento abbastanza miope, che potrebbe infine consegnare una posizione di grande forza alla Cina, anche in ambito finanziario.

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Dario Marchetti

Sono laureato in Lettere e Filosofia alla Sapienza di Roma, con una tesi sul confine orientale d'Italia alla fine della Prima Guerra Mondiale. Ho collaborato con svariati siti su molte tematiche e guidato il gruppo di lavoro che ha pubblicato il CD-Rom ufficiale della S.S. Lazio "Storia di un amore" e "Storia fotografica della Magica Roma".

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