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Square cerca di riabilitare Bitcoin dal punto di vista ambientale

Le sue tesi sembrano però abbastanza forzate

La diatriba sull’impatto ambientale di Bitcoin non poteva mancare di farsi sentire nella Giornata della Terra. Mentre continuano a levarsi voci allarmate sulle conseguenze del mining di BTC, anche Square ha deciso di intervenire nella querelle. Prendendo le difese dell’icona crittografica, con uno studio in cui ha provveduto a riprendere un recente rapporto elaborato da Ark Investment Management, il quale aveva cercato di sfatare quelle che sono considerate alla stregua di leggende metropolitane.

Mining farm Iran - Square cerca di riabilitare Bitcoin dal punto di vista ambientale

Il white paper di Square

Il white paper elaborato dal gigante fintech è stato rilasciato nell’ambito della Bitcoin Clean Energy Initiative di Square, uno sforzo teso a supportare le aziende all’opera da tempo con l’intento di integrare le forme di estrazione di Bitcoin più sostenibili da un punto di vista ambientale.
La tesi centrale del documento è abbastanza originale. Essa, infatti, afferma che il mining di Bitcoin rappresenta una vera e propria opportunità per una transizione globale verso le fonti di energia rinnovabili. Square, in pratica, suggerisce che le fonti di energia pulita, quella solare ed eolica in primis, stanno facendo i conti con un collo di bottiglia rappresentato da alimentatori inaffidabili e congestione della rete. In questo quadro, i minatori di Bitcoin possono agire come “opzione di carico flessibile” permettendo alle reti elettriche di distribuire in praticapiù energia rinnovabile.

Square: mining di BTC tecnologia complementare ideale per energie rinnovabili e stoccaggio

Secondo Square, quindi, il mining di Bitcoin rappresenterebbe una tecnologia complementare ideale per le fonti di energia rinnovabili e il loro stoccaggio. Grazie al loro mix, in particolare, eolico e solare diventerebbero più redditizi. Non solo sarebbe un volano per il miglioramento  dei rendimenti per i progetti solari ed eolici, ma potrebbe anche fungere da catalizzatore per quelli nuovi e fornire alle reti rinnovabili energia in eccesso immediatamente disponibile. Con un notevole balzo in avanti per l’intero settore delle fonti rinnovabili.

I presupposti non sono però del tutto condivisibili

Va però sottolineato come il white paper di Square appaia fondato su presupposti molto discutibili. A partire da quello secondo il quale ai minatori di Bitcoin sia necessario solo un collegamento al web per attivarsi, indipendentemente da ogni considerazione. Una affermazione la quale è smentita dai fatti e, in particolare, dai dati. Ad esempio quelli messi a disposizione da Joule, relativi ad una studio del 2019 sulla dislocazione geografica dei miners. I quali sono posizionati al 68% all’interno del territorio cinese, con il restante 32% diviso tra Europa e Nord America. Un dato il quale sta spingendo Pechino a considerare seriamente la situazione, in quanto verrebbero messi a repentaglio i suoi futuri obiettivi ambientali.

Il mining di Bitcoin dipende ancora dalle fonti fossili

Per capire come lo studio di Square sia abbastanza fuorviante, basta in effetti prendere un altro rapporto, quello pubblicato dall’Università di Cambridge. Il quale ha sottolineato come, al momento, solo il 39% dell’energia utilizzata per il mining di BTC provenga da fonti rinnovabili.
Tanto che nelle stesse ore a fare da contrappeso alle tesi dell’azienda fintech arriva uno studio di tutt’altro segno. Quello di Bessemer Trust, il quale boccia sostanzialmente l’icona della crittografia da un punto di vista puramente ambientale. Lo fa sulla base dei dati relativi al consumo di energia necessario per il mantenimento della sua rete forniti da Digiconomist. Secondo i quali Ethereum si dimostrerebbe più efficiente sotto questo punto di vista.

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Dario Marchetti

Sono laureato in Lettere e Filosofia alla Sapienza di Roma, con una tesi sul confine orientale d'Italia alla fine della Prima Guerra Mondiale. Ho collaborato con svariati siti su molte tematiche e guidato il gruppo di lavoro che ha pubblicato il CD-Rom ufficiale della S.S. Lazio "Storia di un amore" e "Storia fotografica della Magica Roma".

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