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Stellar e governo ucraino insieme per una CBDC

Kiev si avvia verso una pronunciata digitalizzazione dell'economia

Non è soltanto la Cina ad andare in direzione di una criptovaluta di Stato. La  Stellar Development Foundation  (SDF) ha infatti annunciato di recente la sottoscrizione di un accordo con il Ministero della trasformazione digitale ucraino al fine di lavorare su una valuta digitale della banca centrale (CBDC), oltre che su una stablecoin e una infrastruttura per gli asset virtuali.
Un vero e proprio piano che dovrebbe portare ad una digitalizzazione dell’economia ucraina tesa ad affrontare una serie di sfide le quali si preannunciano durissime, nel prossimo futuro.

Stellar token - Stellar e governo ucraino insieme per una CBDC

Le dichiarazioni di Oleksandr Bornyakov e di Stellar Development Foundation

Da parte del governo di Kiev è stato Oleksandr Bornyakov, viceministro competente, a ricordare che la maggior parte dei paesi leader nel mondo sta sviluppando la propria valuta digitale nazionale. E che, dal canto suo, la Banca nazionale ucraina sta studiando la possibilità di implementare la CBDC sin dal 2017.
Per Stellar Development Foundation è stata invece Denelle Dixon, CEO e Direttore esecutivo dell’organizzazione, ad affermare il proprio entusiasmo per l’accordo raggiunto con l’Ucraina. Il quale inizierà ad essere operante nel corso delle prossime settimane.
La Banca Ucraina ha invece definito l’accordo come un progetto teso a dare vita “versione privata della blockchain di Stellar (XLM)”. Il quale farebbe parte di un progetto pilota denominato E-hryvnia, che avrebbe avuto inizio due anni fa.

La crisi economica affonda l’Ucraina

La decisione del governo ucraino arriva in un momento in cui il Paese vive una situazione economica catastrofica. La quale dura ormai da lunghi anni, tanto che secondo il Ministero per le politiche sociali oltre il 45% delle famiglie si è trovato alla fine dell’anno sotto la soglia di povertà. Una crisi aggravata naturalmente dalla pandemia di Covid-19, la quale ha costretto ad un lockdown durissimo.
L’aggravarsi della crisi ha peraltro spinto il premier Denys Smyhal a richiamare il Fondo Monetario Internazionale. Il quale aveva in precedenza sospeso il piano di aiuti, aggravando la crisi di Kiev, che ormai sarebbe al collasso senza i 5 miliardi di aiuti promessi. I quali, però, comporteranno i soliti tagli previsti in queste occasioni. Con conseguenze di larga portata su una popolazione già messa a dura prova e in un momento in cui la guerra nel Donbass, mai finita, drena risorse le quali potrebbero essere impiegate in ben altro modo.

Un colpo in termini di immagine per Stellar

Per Stellar l’accordo con il governo ucraino ha rappresentato un notevole colpo in termini di immagine. Per il progetto ideato e lanciato da Jed McCaleb nel corso del 2014, del resto, è la conferma di un trend positivo. Già in precedenza, infatti, Stellar era stata scelta dalla banca tedesca Bankhaus von der Heydt (BVDH) con il fine di creare ed emettere uno stablecoin in dollari. Mentre l’ente di controllo dei mercati finanziari tedeschi, BaFIN, aveva deciso di approvare l’emissione di obbligazioni tokenizzate su Stellar.
Una serie di accordi ed eventi i quali hanno avuto un buon riflesso sulla quotazione del token. La quale è cresciuta nell’ordine del 400% nel corso degli ultimi 12 mesi. Un andamento che sembra destinato a proseguire, sull’onda del felice momento attraversato dalle Altcoin più autorevoli. Trainate dalla sempre maggiore attenzione di opinione pubblica e investitori alla ricerca di asset alternativi su cui far convergere i propri soldi.

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Dario Marchetti

Sono laureato in Lettere e Filosofia alla Sapienza di Roma, con una tesi sul confine orientale d'Italia alla fine della Prima Guerra Mondiale. Ho collaborato con svariati siti su molte tematiche e guidato il gruppo di lavoro che ha pubblicato il CD-Rom ufficiale della S.S. Lazio "Storia di un amore" e "Storia fotografica della Magica Roma".

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