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SushiSwap, il progetto è nel caos totale

Cosa potrebbe accadere, ora?

SushiSwap sta facendo parlare molto di sé nel corso degli ultimi giorni. Il progetto, nato come fork di UniSwap, ha esordito da poche settimane, che però sarebbe un eufemismo definire intense.
Le fibrillazioni nate dopo la decisione del suo creatore, Chef Nomi, di vendere il quantitativo di token in suo possesso, sono state infatti alla base delle critiche di alcuni noti operatori del settore crittografico, i quali non hanno nascosto il loro punto di vista sulla finanza decentralizzata (DeFi). Che proprio sulle vicende di SushiSwap fonda la sua severità: una vera e propria truffa, o meglio una bolla. La quale sarebbe destinata a scoppiare presto, lasciando molte vittime come ricordo.

SushiSwap - SushiSwap, il progetto è nel caos totale

SushiSwap: cosa sta accadendo

La vicenda di SushiSwap è abbastanza indicativa di cosa può succedere quando non c’è un piano di sviluppo ben preciso dietro un token. Dopo aver esordito alla grande, infatti, Sushi ha dato vita ad una flessione drammatica, nell’ordine del 73%. Causata dall’improvvida decisione presa da Chef Nomi, uno dei due creatori del progetto (l’altro è 0xMaki), di vendere il denaro digitale in suo possesso. Una mossa la quale non poteva che essere interpretata male dal mercato. La svalutazione di SushiSwap è stata il logico corollario della stessa.

Ora Chef Nomi torna indietro

L’ultimo atto di questa commedia, almeno per ora, è stato annunciato da Etherscan. Secondo il quale Chef Nomi avrebbe trasferito 38mila ETH al portafoglio del fondo sviluppatore originale.
A confermare quanto avvenuto è stato lo stesso Chef Nomi, su Twitter, affermando che qualsiasi ricompensa si meriti per lo sviluppo di SushiSwap, dovrà essere concordata nell’ambito della comunità radunatasi intorno al progetto.
Si tratta di una ulteriore mossa di riparazione, considerato come già in precedenza il co-fondatore avesse deciso di trasferire la proprietà del progetto nelle mani di Sam Bankman-Fried, il CEO del crypto exchange FTX.

La reazione del mercato

L’annuncio della decisione di Chef Nomi ha permesso a SushiSwap di recuperare una parte di quanto ceduto in precedenza. La sua quotazione è infatti passata da 2,26 a 2,70 dollari, con un recupero del 16%.
Un trend il quale potrebbe essere confermato nel corso dei prossimi giorni. Il problema innescato dal comportamento di Chef Nomi, però, è destinato a restare sullo sfondo.

SushiSwap conferma i dubbi sulla finanza decentralizzata

Le clamorose oscillazioni che hanno fatto seguito alle mosse del fondatore di SushiSwap, hanno però innescato, o meglio rilanciato, la discussione sulla finanza decentralizzata. Diventata nel corso delle ultime settimana una vera e propria mania. Con progetti i quali hanno fatto registrare un clamoroso successo non appena lanciati.
Una mania che ha riportato alla mente quanto accaduto nel corso del 2018. Il riferimento è naturalmente alla bolla delle ICO. Anche in quella occasione molti investitori decisero di dare fiducia a qualsiasi cosa facesse riferimento alle criptovalute, senza esercitare il necessario spirito critico. Il risultato fu disastroso: un gran numero di progetti sparirono nel breve volgere di un mattino, portandosi dietro i soldi di chi ci aveva creduto.
Naturalmente la speranza è che stavolta non sia così. La DeFi, però, sta sempre più assumendo le sembianze tipiche di una bolla. La cui esplosione potrebbe essere disastrosa, come ricordato da Ryan Selkis, il fondatore di Messari. Il quale ha utilizzato parole durissime per cercare di mettere in guardia i possibili investitori. Resta da vedere come saranno recepite le sue parole.

Dario Marchetti

Sono laureato in Lettere e Filosofia alla Sapienza di Roma, con una tesi sul confine orientale d'Italia alla fine della Prima Guerra Mondiale. Ho collaborato con svariati siti su molte tematiche e guidato il gruppo di lavoro che ha pubblicato il CD-Rom ufficiale della S.S. Lazio "Storia di un amore" e "Storia fotografica della Magica Roma".

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