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Tagomi entra in Libra Association

Libra Tagomi - Tagomi entra in Libra Association

Dopo la piattaforma di commercio elettronico Shopify, ora anche un altro attore di notevole rilievo, ovvero Tagomi, sembra pronto ad entrare in Libra Association, l’organo chiamato a regolare il futuro della stablecoin di Facebook. A riferire questa nuova notizia è stato TechCrunch, secondo il quale l’annuncio formale sarebbe ormai sul punto di essere emesso. Una volta ufficializzato quanto sta accadendo, proprio Tagomi sarebbe il 22° e ultimo attore del progetto. Da Libra, però, ancora non sono giunte notizie al riguardo.

Chi è Tagomi

Tagomi è un broker di risorse digitali che ha sede a Chicago. E’ stata fondata da Jennifer Campbell, ex investitore in Union Square Ventures e membro della Libra Association. In particolare l’azienda, che occupa 25 dipendenti dislocati in 5 uffici, si è fatta notare per l’azione dirompente condotta nel settore delle criptovalute, sotto forma di una piattaforma riservata ai grandi investitori. Secondo CrunchBase sino ad ora avrebbe raccolto 28 milioni di dollari, segnalandosi come un vero e proprio punto di riferimento in tal senso.

Cosa sta accadendo?

L’annuncio di Tagomi che conferma l’indiscrezione di TechCrunch è arrivato a meno di una settimana dall’entrata nel progetto di Shopify. Si tratta di un fatto molto importante, soprattutto alla luce delle importanti defezioni che avevano interessato alcuni membri di alto profilo come Mastercard, Visa, eBay, PayPal, Mercado Pago e Stripe. Abbandoni tali da seminare non pochi dubbi sul futuro della stablecoin di Mark Zuckerberg.
Tagomi, quindi, come tutti i membri che si uniscono al progetto, verserà 10 milioni di dollari i quali andranno a sovvenzionare lo sviluppo della piattaforma. Proprio questo obbligo è peraltro stato oggetto di forti critiche, soprattutto da parte di Ajay Banga. Il CEO di Mastercard, infatti, ha sottolineato come dopo una prima fase in cui il progetto era stato ammantato di buoni propositi, ora si sia passati ad una seconda in cui diventa chiaro come il motore dell’operazione sia quello di fare profitti. Come del resto sembra abbastanza logico.

Il versante istituzionale

Come ricordato da Banga, Libra era stata presentata come un progetto teso ad aumentare l’inclusione finanziaria. Un focus che ora, però, è fortemente messo in dubbio da più voci. Sono infatti molti i governi e le autorità di regolamentazione dei mercati finanziari che hanno espresso le proprie preoccupazioni sulla criptovaluta di Facebook. Timori derivanti proprio dalle ambizioni che caratterizzano il progetto e che sono state espresse all’interno del White Paper emesso in margine all’operazione per invogliare gli investitori ad entrarci.
La principale preoccupazione è proprio in ordine alle conseguenze che il varo di Libra potrebbe comportare per il mondo finanziario tradizionale. Soprattutto gli Stati Uniti hanno subito fatto capire di non gradire il progetto. Non solo Donald Trump, da sempre contrario alle criptovalute, ma anche il Congresso si è infatti messo di traverso sulla strada di Zuckerberg.
Una contrarietà che, secondo molti osservatori, avrebbe spinto molti nomi di prima grandezza a scendere dalla nave nei mesi scorsi. A poco è valsa l’evoluzione in atto nella stessa politica nei confronti delle stablecoin. Evoluzione testimoniata dalle raccomandazioni che recentemente il Financial Stability Board (FSB) ha inviato al G20, chiedendo la loro regolamentazione. Per l’FSB è infatti assolutamente necessario risolvere le sfide relative ai pagamenti transfrontalieri. Resta però da vedere quali saranno le risposte da parte di governi sempre più preoccupati per una rottura dell’ordine finanziario ad oggi vigente.

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Dario Marchetti

Sono laureato in Lettere e Filosofia alla Sapienza di Roma, con una tesi sul confine orientale d'Italia alla fine della Prima Guerra Mondiale. Ho collaborato con svariati siti su molte tematiche e guidato il gruppo di lavoro che ha pubblicato il CD-Rom ufficiale della S.S. Lazio "Storia di un amore" e "Storia fotografica della Magica Roma".

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